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Scuola e formazione | 14 ottobre 2026, 15:57

Il Politecnico di Torino "adotta" la Valle Bormida, oltre 50 studenti a caccia di idee contro lo spopolamento

Dal 15 al 18 ottobre scatta il workshop "Bormide": un laboratorio di architettura per ripensare la SP 439 e gli spazi abbandonati

Oltre 50 studenti internazionali del Politecnico di Torino, insieme a docenti e ricercatori, saranno protagonisti dal 15 al 18 ottobre di quattro giornate di studio, esplorazione e confronto con le comunità della Valle Bormida. L’iniziativa, dal titolo “Bormide. Ecologie e pratiche di un fiume”, è promossa da Interfaces Lab, laboratorio di progettazione della Laurea Magistrale in Architettura per la Sostenibilità del Politecnico di Torino, con il supporto dell’Unione Montana Alta Langa e del Parco Culturale Alta Langa APS.

Il workshop rappresenta una nuova tappa di un percorso di ricerca e progettazione che da quattro anni coinvolge l’Alta Langa, con l’obiettivo di esplorare le potenzialità dei territori lontani dai principali centri urbani, immaginando nuove possibilità di utilizzo degli spazi pubblici, recupero del patrimonio edilizio e valorizzazione del paesaggio.

Un’esperienza che, nelle precedenti edizioni, ha già coinvolto 14 Comuni, oltre 150 studenti provenienti da 34 Paesi, due università internazionali e più di 30 realtà locali, dando vita anche a cinque mostre pubbliche per condividere con amministratori e cittadini i risultati delle attività di ricerca. Dopo aver affrontato negli anni scorsi i temi dello spopolamento e dello sviluppo turistico, il lavoro si concentra oggi sulla Valle Bormida e sul rapporto tra il fiume, le infrastrutture e le comunità che abitano il territorio. In particolare, l'edizione 2026 approfondirà le possibilità di recupero e trasformazione degli edifici e degli spazi che si affacciano sulla strada provinciale di fondovalle, la SP 439, spesso caratterizzati da aree sottoutilizzate o abbandonate.

L’obiettivo è immaginare nuove connessioni tra la strada, il fiume, i boschi e i centri abitati, attraverso la creazione di luoghi di sosta e incontro, accessi ai percorsi naturalistici e nuove funzioni per strutture oggi inutilizzate, come gli ex distributori di carburante. Le attività interesseranno in particolare i Comuni di Camerana, Gorzegno, Levice, Mombarcaro, Monesiglio, Saliceto e Torre Bormida, coinvolgendo le amministrazioni e gli abitanti in un percorso di ascolto e progettazione condivisa.

“La collaborazione con il Politecnico di Torino rappresenta un'opportunità preziosa per i nostri Comuni, perché consente di guardare al territorio con occhi nuovi, mettendo in relazione le competenze del mondo universitario con la conoscenza e l'esperienza di chi questi luoghi li vive ogni giorno – dichiara Davide Falletto, presidente dell’Unione Montana Alta Langa –. Le aree interne hanno bisogno di strumenti concreti per contrastare lo spopolamento e creare nuove prospettive di sviluppo, ma anche della capacità di riconoscere e valorizzare risorse che troppo spesso vengono considerate marginali. Penso agli edifici inutilizzati, agli spazi pubblici, al rapporto con il fiume e con il paesaggio: elementi che possono diventare occasioni di rigenerazione e di crescita per le nostre comunità. Il lavoro degli studenti non sostituisce naturalmente la progettazione delle amministrazioni, ma può offrire idee, stimoli e punti di vista nuovi, utili a immaginare il futuro dei nostri paesi. Come Unione Montana siamo lieti di sostenere questa iniziativa, con l'auspicio che possa consolidarsi una collaborazione duratura, capace di tradurre la ricerca e il confronto in nuove opportunità per il territorio”.

Il programma prevede anche tre appuntamenti aperti al pubblico, che avranno come principale punto di riferimento la Filanda di Monesiglio. Venerdì 16 ottobre, alle ore 18.30, si terrà una conferenza dedicata al lavoro e alla progettazione nei territori marginali, mentre sabato 17 ottobre, dalle 18.30 alle 22.30, sarà la volta di una serata di progettazione partecipata, durante la quale gli studenti presenteranno le prime indagini e raccoglieranno osservazioni, commenti e suggerimenti da cittadini e amministratori.

Domenica 18 ottobre, dalle 9.30 alle 13.00, il programma si concluderà con una camminata da Mombarcaro a Monesiglio, pensata per approfondire la conoscenza del paesaggio della valle e del suo rapporto con il fiume Bormida. Le quattro giornate rappresentano l'avvio di un lavoro che proseguirà nei prossimi mesi, attraverso lo sviluppo di proposte progettuali dedicate ai luoghi individuati. I risultati saranno presentati in occasione di una mostra pubblica prevista per il terzo fine settimana di febbraio 2027, nuovamente in Alta Langa, offrendo un'ulteriore occasione di confronto tra università, istituzioni e comunità locali.

Il workshop è curato dalle professoresse Francesca Frassoldati, Albena Yaneva ed Elena Camilla Pede (con l’ausilio degli assistenti Paolo Bianco, Allegra Eusebio, Magdalena Jendras, Valentina Labriola, Francesca Moro e Matteo Novarino), con il coinvolgimento dei dipartimenti DAD e DIST del Politecnico di Torino e del laboratorio FULL – Future Urban Legacy Lab, in collaborazione con le realtà locali coinvolte nel progetto.

Comunicato stampa

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