Dopo i pareri favorevoli del comitato tecnico-scientifico e del Consiglio delle autonomie locali, il provvedimento approda in Commissione consiliare. Nuovi criteri per il riconoscimento e la gestione degli ecomusei di interesse regionale. Sono 25 gli ecomusei riconosciuti in Piemonte, di cui 20 a gestione pubblica e 5 a gestione privata. Una rete diffusa che custodisce e valorizza il patrimonio culturale, ambientale, paesaggistico e le tradizioni delle comunità locali, contribuendo a preservare l'identità dei territori e a trasmetterne la memoria alle nuove generazioni.
È a questo sistema che si rivolge il nuovo regolamento regionale sugli ecomusei, oggi all'esame delle Commissioni competenti del Consiglio regionale del Piemonte, con l'obiettivo di definire criteri omogenei di gestione e riconoscimento, rafforzare la partecipazione delle comunità e favorire la collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio. Il provvedimento della Legge regionale 3 agosto 2018, n. 13, dedicata al riconoscimento degli ecomusei del Piemonte, definisce le modalità e i criteri di gestione degli ecomusei, nonché i requisiti necessari per ottenere dalla Regione la qualifica di "ecomuseo di interesse regionale". Il passaggio odierno nelle Commissioni consiliari competenti costituisce un'ulteriore fase dell'iter previsto dalla normativa regionale. Una volta acquisito anche il parere all'unanimità, il regolamento potrà essere adottato dalla Giunta regionale.
«I nostri 25 ecomusei rappresentano un patrimonio straordinario, fatto di storie, tradizioni, paesaggi, saperi e soprattutto persone. Sono luoghi nei quali l'identità di una comunità continua a vivere e a essere trasmessa alle nuove generazioni – dichiara Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte –. Con questo regolamento vogliamo rafforzare il ruolo degli ecomusei e riconoscere il valore del lavoro che enti pubblici, associazioni e realtà private svolgono quotidianamente sui territori. Il Piemonte è una regione che trova nella diversità delle sue identità locali una delle sue più grandi ricchezze. Dai piccoli borghi alle vallate alpine, dalle aree rurali ai centri urbani, ogni territorio custodisce un patrimonio che può diventare una leva di sviluppo culturale, sociale ed economico».
LE PRINCIPALI NOVITÀ DEL REGOLAMENTO
Il nuovo testo disciplina in maniera organica i requisiti per il riconoscimento degli ecomusei di interesse regionale, individuando criteri legati alla qualità dei progetti culturali, alla continuità delle attività e al coinvolgimento delle comunità. Per ottenere il riconoscimento regionale sarà necessario dimostrare un'esperienza documentata sul territorio di almeno tre anni, disporre di un proprio regolamento e di un progetto culturale coerente con l'identità territoriale, individuare una sede e almeno uno spazio aperto al pubblico per attività di interpretazione, documentazione e informazione sul patrimonio valorizzato. È inoltre prevista la presenza di un coordinatore tecnico-scientifico con comprovate competenze in ambito ecomuseale, insieme alla definizione di modalità concrete e documentate di partecipazione della popolazione alla progettazione, alla gestione e all'organizzazione delle attività. Particolare attenzione viene riservata alla collaborazione con enti locali, associazioni, istituzioni culturali ed educative, scuole, musei, biblioteche, parchi e operatori economici. Ogni ecomuseo dovrà inoltre fare riferimento a un ambito territoriale omogeneo sotto il profilo paesaggistico, culturale, ambientale e geografico, senza sovrapporsi a quello di altri ecomusei già riconosciuti.
Il regolamento stabilisce che le domande di riconoscimento possano essere presentate dal 1° al 30 settembre di ogni anno, mentre la verifica del mantenimento dei requisiti sarà effettuata con cadenza triennale, attraverso la valutazione della continuità delle attività, dei progetti realizzati e delle iniziative di tutela e valorizzazione del territorio. Per gli ecomusei già riconosciuti è prevista una fase transitoria, con la presentazione di una nuova domanda per la verifica della permanenza dei requisiti entro sei mesi dall'approvazione del regolamento.














