/ Eventi

Eventi | 06 novembre 2026, 00:14

Donne InControScena apre la stagione al Teatro Principessa Isabella

L’emancipazione delle donne non è solo occidentale: tre giorni di spettacoli e arte con Khadija Tnana

Donne InControScena apre la stagione al Teatro Principessa Isabella

Il corpo delle donne, gli stereotipi culturali, il diritto all’autodeterminazione. Ma anche il potere delle parole, la memoria e la possibilità di costruire spazi di incontro tra culture diverse. Sono i temi al centro di Donne InControScena – Sguardi oltre l’Harem, il festival che dal 6 all’8 novembre inaugura la stagione 2026/2027, intitolata Palcoscenici Corsari – Diserzioni, del Piccolo Teatro d’Arte al Teatro Principessa Isabella, in via Verolengo 212, a Torino.

Al centro della manifestazione c’è il pensiero della sociologa marocchina Fatima Mernissi, che ha messo in discussione le rappresentazioni occidentali del mondo arabo e le semplificazioni sul racconto dell’emancipazione femminile. Il festival propone una riflessione che procede in due direzioni: da una parte, il superamento del pregiudizio secondo cui la libertà delle donne sarebbe una conquista esclusivamente occidentale; dall’altra, l’analisi dei condizionamenti esercitati dalla società dei consumi sul corpo femminile, attraverso modelli estetici e immagini che diventano strumenti di controllo.

Ospite e protagonista del percorso è Khadija Tnana, artista visiva e attivista marocchina, creatrice della Fondation Khadija Tnana pour la culture et les arts. La sua ricerca, caratterizzata da un linguaggio calligrafico e materico, si confronta da anni con i tabù legati al corpo femminile e con le questioni dell’autodeterminazione. Le sue opere attraversano il festival, mettendo in dialogo arti visive, teatro e impegno civile.

La mostra e il teatro politico

L’apertura è in programma venerdì 6 novembre. Alle 18.30, nella saletta mostre del Centro Culturale Principessa Isabella, si inaugura Trame e Corpi di Libertà, mostra personale di Khadija Tnana realizzata con PHLibero e visitabile per l’intero fine settimana.

L’esposizione propone un percorso sul corpo femminile come spazio di libertà e autodeterminazione in dialogo con la programmazione teatrale.

Alle 21 il Piccolo Teatro d’Arte presenta La Donna con l’abito di piume, spettacolo ispirato al pensiero e all’opera della sociologa marocchina, con drammaturgia e regia di Claudio Ottavi Fabbrianesi. La scena mette a confronto l’immaginario occidentale sul mondo arabo con i meccanismi di controllo che agiscono nella società contemporanea. Al centro c’è anche il mito della bellezza normativa, alimentato dai media e dai social network, che impone modelli estetici e contribuisce a rendere invisibili le donne che non vi corrispondono. Alla figura stereotipata di Shahrazād si contrappone quella di una donna capace di utilizzare la parola e la conoscenza come strumenti per sottrarsi alla violenza. Replica l’8 novembre alle 16.

Sabato tra clown, racconti e rituali di ospitalità

La giornata di sabato 7 novembre amplia il percorso del festival attraverso linguaggi e forme di partecipazione differenti.

Alle 16.30 arriva Si Spogli!, produzione di Circo Madera e Artinforma, di e con Marianna D’Amico, che ha curato anche la regia insieme a Fabrizio Barbiero. Il linguaggio poetico e dissacrante del clown diventa lo strumento per affrontare l’esperienza della malattia oncologica, i protocolli terapeutici e la perdita d’identità. Il riso e la cura si trasformano così in una possibilità di riscatto, lontana dalla retorica del dolore.

Alle 18.30 le parole diventano esperienza collettiva con Le Mille e una Notte, reading scenico partecipato realizzato dal Piccolo Teatro d’Arte con il Centro Interculturale della Città di Torino e UniTre Torino. I gruppi di lettura coinvolgono cittadini e partecipanti di generazioni diverse in un racconto condiviso, dove la lettura diventa occasione di ascolto e relazione.

Seguirà, alle 19.30, un incontro con Khadija Tnana, che racconterà la sua visione tra arte, memoria e impegno civile, dalla sua produzione artistica al suo percorso di militanza femminista e sociale nel panorama euro-mediterraneo. L’obiettivo è indagare il valore civile dell’atto creativo e il ruolo della donna oltre gli stereotipi culturali.

Alle 20 il programma prosegue con Il Giardino Amoroso – I 50 nomi dell’amore, lettura scenica ispirata al trattato medievale di Ibn Qayyim al-Jawziyya, nella traduzione francese curata e introdotta da Fatima Mernissi. Il testo attraversa le sfumature e le contraddizioni del sentimento amoroso, contrapponendosi alla mercificazione dei corpi e all’impoverimento delle relazioni. La serata si sviluppa in un clima di ospitalità, tra tè alla menta, caffè speziato e incursioni performative di Khadija Tnana, che interpreta Tata Mbarka, figura femminile segnata dalla schiavitù e dalla perdita della propria libertà.

Teatro Principessa Isabella, in via Verolengo 212, www.ilpiccoloteatrodarte.org, piccoloteatrodarte.controscena@gmail.com

redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium