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Attualità | 07 novembre 2026, 17:55

I Babbi Natale in moto non si arrendono: appello al sindaco per salvare la sfilata al Regina Margherita

Le associazioni motociclistiche torinesi chiedono un tavolo tecnico: "I cantieri in piazza Polonia non cancellino 16 anni di solidarietà. Troviamo un percorso alternativo per i bambini ricoverati"

I Babbi Natale in moto non si arrendono: appello al sindaco per salvare la sfilata al Regina Margherita

Il tradizionale raduno dei Babbi Natale in moto rischia di dover rinunciare al suo momento più emblematico. In vista della manifestazione del prossimo 13 dicembre, la storica sfilata sulle due ruote diretta all'Ospedale Infantile Regina Margherita non è attualmente prevista a causa dei cantieri e dei restringimenti di carreggiata che interessano l'area di piazza Polonia. Una prospettiva che ha spinto i rappresentanti dei gruppi e delle associazioni motociclistiche del territorio a rivolgersi direttamente all'amministrazione comunale con una lettera aperta firmata da Carlo Emanuele Morando (Consigliere della Circoscrizione IV), Carmelo Scirpoli (Motociclisti & Amici per la solidarietà), Luca Bush (Responsabile DIVIETO Piemonte) e Nico Marinelli (Presidente Tremerlisottoshock Torino).

Un'alleanza per la sicurezza e la tradizione

Nel documento indirizzato al sindaco i promotori sottolineano come la sfilata rappresenti da sedici anni un simbolo della solidarietà cittadina, capace di coinvolgere migliaia di partecipanti vestiti da Babbo Natale per portare un momento di sollievo ai piccoli pazienti e alle loro famiglie. Pur riconoscendo le criticità viabilistiche legati ai lavori in corso, i motociclisti chiedono di non procedere a una cancellazione automatica della sfilata, sollecitando la ricerca di soluzioni organizzative alternative prima di rinunciare all'evento.

La proposta dei gruppi motociclistici è quella di istituire con urgenza un tavolo tecnico di confronto che veda seduti allo stesso tavolo la Fondazione FORMA, la Polizia Locale, gli uffici tecnici comunali e i rappresentanti delle due ruote, valutando ipotesi come deviazioni di percorso, accessi contingentati o una gestione temporanea del traffico nel pieno rispetto delle norme di sicurezza.

La lettera dei motociclisti

Di seguito il testo integrale dell'appello indirizzato al primo cittadino e alla città di Torino. 

"Da sedici anni i Babbi Natale in moto rappresentano uno degli appuntamenti più attesi e riconoscibili di questa manifestazione - è quanto si legge nella lettera -. Un gesto di solidarietà, una tradizione popolare, un momento in cui la passione per le due ruote diventa uno strumento per fare del bene.

E sulla viabilità dicono: "Non intendiamo sottovalutare questi problemi e non chiediamo alcuna deroga alle norme del Codice della strada, né tantomeno di mettere a rischio l'incolumità dei partecipanti, dei cittadini o dei pazienti dell'ospedale. Chiediamo però che le difficoltà attuali non si traducano automaticamente nella cancellazione di una tradizione che Torino ha costruito e mantenuto viva per sedici anni". 

"Crediamo - proseguono - che prima di rinunciare alla sfilata debbano essere valutate tutte le possibili soluzioni. Un percorso alternativo, una diversa gestione della circolazione, un accesso contingentato, una temporanea regolamentazione del traffico, il coinvolgimento della Polizia Locale e degli uffici tecnici: sono soltanto alcune delle ipotesi che potrebbero essere approfondite attraverso un confronto tra tutte le parti interessate. Il nostro desiderio è uno solo: poter raggiungere nuovamente, con le nostre motociclette e nei modi che saranno ritenuti compatibili con la sicurezza, l'area antistante l'Ospedale Regina Margherita".

"A quei bambini - si legge nella lettera - non possiamo spiegare che quest'anno Babbo Natale non è arrivato perché non si è riusciti a trovare una soluzione organizzativa. Chiediamo che venga esaminata concretamente la possibilità di autorizzare la sfilata, individuando un percorso e modalità operative che consentano di raggiungere l'ospedale nel pieno rispetto delle norme e delle condizioni di sicurezza. Non chiediamo un privilegio per i motociclisti. Chiediamo un'opportunità per continuare a fare del bene. Torino non perda una delle sue tradizioni più belle."

Redazione

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