Mara Sattei dopo tre anni lontano dalle scene è tornata a suonare live. Dopo l’esperienza al Festival di Sanremo e dei concerti estivi, la cantante romana porta a Torino il tour nei club. Lo farà all’Hiroshima Mon Amour mercoledì 18 novembre. “La dimensione dei piccoli club è quella che preferisco - racconta l’artista al nostro giornale -. Lì ci sono i miei fan veri, sto preparando un bellissimo live e sono molto soddisfatta. Il mio ultimo album si adatta proprio a questa dimensione”.
Qual è l’aspetto più bello degli artisti nel tornare a suonare in questi luoghi?
“Perché è una dimensione che ti mette a contatto con il tuo pubblico, con quelli che amano la tua musica. È importante dare importanza a questi luoghi perché è da lì che parte la musica. Nei club storici e raccolti, purtroppo capita di trovarli sempre meno nelle grandi città, perché si tende a riempire i grandi spazi, ma è da quelli più piccoli che scopri gli artisti”.
Il legame con Torino parte anche dal _resetfestival, con cui avete una collaborazione per scegliere gli artisti emergenti che aprono i tuoi concerti, come è nata questa partnership?
“Abbiamo scelto il _resetfestival perché stavamo cercando artisti emergenti, e sono molto felice di questa collaborazione perché ho scelto personalmente gli artisti che hanno ascoltato le mie canzoni. C’è stato tanto impegno. È giusto dare ai giovani artisti il loro spazio, portano musica fresca e nuova, c’è uno scambio bellissimo, sarò un bel momento anche per fare quattro chiacchiere con loro”.
L’ultimo album, Che me ne faccio del tempo, sottolinea anche la necessità di trovare il modo di rallentare in una vita sempre più frenetica, quanto è importante?
“Secondo me la cosa più importante è imparare a prendere ‘poco sul serio’ certe cose. La vita è fatta di tante vittorie, ma anche di momenti in cui non ce ne sono. Ma bisogna sempre vedere il positivo nelle cose, per me questo è stato un anno di ripartenza. Mi sono rimessa in gioco e sono felice di quello che ho fatto. Viviamo in un mondo in cui anche quando raggiungiamo un obiettivo non ne siamo mai soddisfatti. Bravi, non ce lo diciamo mai. Questa per me è la cosa più importante: riuscire a essere serene di quello che si fa”.
Come ti rappresenta questo disco e c’è una canzone in particolare cui ti senti legata?
“L’album è cresciuto insieme a me, è maturato. C'è una Sara diversa in ogni canzone, una sfaccettatura in ogni brano. Ci ho voluto mettere parti della mia storia, di quello che ho vissuto, anche la vulnerabilità, anche momenti più tristi e meno felici, è un racconto di un altro tassello della mia esistenza. Ogni brano racconta la mia storia. Oggi forse ‘Mamma’, parla di mia madre e della lontananza dalla famiglia in questi anni dove ho vissuto a Milano. Racconta di quelle che persone che vivono lontano da casa e che devono fare una scelta per il lavoro”.
Cosa rimane dell’esperienza di questi due Festival di Sanremo, cui hai partecipato con due canzoni molto diverse?
“Quest’anno mi sono veramente divertita, è stato un bel Sanremo, vissuto con tanta serenità. Il primo anno, non sapevo cosa andassi incontro. Questo Festival invece è stato bello con un brano che amo e che parla di amore, quest’anno è anche l’anno in cui mi sono sposata, quindi è stato un po’ come chiudere un cerchio”.
Viviamo in un momento di grande cambiamento, anche qui a Torino abbiamo assistito a proteste e scontri, l’università è ancora occupata, tanti artisti si sono già schierati, non ultimo Willie Peyote, qual è il tuo pensiero e quale pensi che sia il ruolo della musica e della cultura in generale?
“Penso sia un periodo difficile, complicato, è lo specchio di quello che sta succedendo nella società. Le persone vanno ascoltate, è importante perché qua si parla di diritti umani, alla base dell’esistenza. Allo stesso tempo sono contro la violenza, non sono d’accordo perché penso che i messaggi passano in maniera profonda anche senza violenza. È un momento storico in cui conta fare qualcosa, come artisti abbiamo la responsabilità di come parliamo e di quello che trasmettiamo, siamo un esempio per i giovani. Personalmente mi sto impegnando a farlo, perché giovani vanno ascoltati. Tante persone si sentono sole, è una delle piaghe della società, l’arte e la musica hanno un ruolo importante”.
C’è ancora un sogno nel cassetto per Mara Sattei?
“Se penso al mio lavoro ci sono tante cose. Personalmente mi piacerebbe avere una scuola di musica, è uno dei miei sogni. Mettere a disposizione la mia arte per ragazzi giovani che sono alle prime armi, vediamo, la vita è piena di sorprese”.














