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Economia e lavoro | 10 dicembre 2019, 13:22

Quaranta candeline per la Dottoressa Reynaldi: l'11 dicembre 1979 si alzava per la prima volta la serranda dell'azienda di Pianezza

La fondatrice Maria Grazie fu la prima donna in Italia a laurearsi in Chimica con una tesi sulla cosmesi e ancora oggi dirige il laboratorio di ricerca e sviluppo, mentre alla guida dell'azienda ci sono i figli Andrea e Marco. Forte l'impegno umanitario a favore dell'Africa

Quaranta candeline per la Dottoressa Reynaldi: l'11 dicembre 1979 si alzava per la prima volta la serranda dell'azienda di Pianezza

Quarant'anni e non sentirli. Ma in questo caso non si tratta di rimedi miracolosi e prodotti sofisticati: o meglio, non solo. Si tratta di una storia aziendale cominciata quattro decenni fa e che ancora oggi prosegue, passo dopo passo, gradino dopo gradino.

Era l'11 dicembre del 1979 quando la dottoressa Maria Grazia Reynaldi sollevava per la prima volta la serranda del suo negozio in Via Cardinal Fossati 5. Un negozio dalla cui vetrina si poteva vedere il laboratorio dove lei stessa creava cosmetici per i clienti. Il primo mattone di un'azienda che oggi, sotto il nome di Dottoressa Reynaldi e nella sua sede di Pianezza, alle porte di Torino, opera su una superficie di 7.500 metri quadri e dà lavoro a circa 40 persone, producendo circa 100mila pezzi al giorno per noti brand internazionali un’ampia gamma di prodotti cosmetici.

Pioniera di questo settore, Maria Grazia Reynaldi oggi dirige il Laboratorio di Ricerca e Sviluppo, mentre alla guida dell’azienda ci sono i figli Andrea e Marco, responsabili rispettivamente della produzione e delle vendite, e le nuore Laura Patrucco e Grazia Massa, referenti per la logistica e l’amministrazione. La Dottoressa Reynaldi, tra le prime donne in Italia a laurearsi in Chimica con una tesi sulla cosmesi, ha trasferito ai figli la sua passione.

Ma accanto all'aspetto puramente imprenditoriale, spicca l'attenzione al sociale: come dimostra la collaborazione attiva ormai da tempo con una comunità di donne del Burkina Faso dove ha insegnato loro a produrre il burro di Karitè che poi viene acquistato a prezzi europei, creando però sviluppo e benessere in una delle terre più povere del mondo. Un progetto piaciuto anche a Confindustria Nazionale (il presidente Vincenzo Boccia lo ha voluto divulgare venendo di persona a Torino pochi mesi fa) e addirittura alle Nazioni Unite, che hanno chiesto di duplicare il modello anche in Nigeria.

Massimiliano Sciullo

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