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Attualità | 23 febbraio 2018, 12:08

Droni per nutrie: l'operazione può funzionare (VIDEO)

L'idea targata Canc è di controllare e monitorare la popolazione di animali presente a Torino senza interventi drastici

Droni per nutrie: l'operazione può funzionare (VIDEO)

Droni per nutrie. Ecco l'operazione che potrebbe funzionare per fare un aiuto alla gestione delle colonie presenti a Torino. Un modo per controllarle dall'alto, senza metodi bruschi o invasivi. O, peggio, letali per questo tipo di "ospiti".

"Sono animali considerati come marginali - dice il professor Giuseppe Quaranta, già docente di veterinaria, esperto specializzato in animali non convenzionali presso il CANC - ma numericamente sono una grossa fetta delle presenze in Italia. La nutria appartiene alle cosiddette ISE, specie aliene invasive, che non appartengono al nostro territorio ma che in qualche maniera sono arrivati. Sono però dannose e non possono restare qui per non alterare gli equilibri dell'ambiente".

Le nutrie fanno parte del gruppo dei castori, un grosso topo, arrivato qui perché usato per produrre pellicce. Ma poi abbandonato col mutare dei gusti. E in grado di riprodursi a grande velocità. E qui non hanno predatori (alligatori e grossi felini). E fanno danni (a livello europeo è stimato un danno annuo da 14 milioni di euro), sia alle colture che alla presenza degli altri animali. E "portano con sé" altri animali scomodi come gabbiani, topi e piccioni. 

A Torino si ipotizzano 250 esemplari, distribuiti lungo i corsi d'acqua cittadini, soprattutto nella zona del parco Michelotti. Sono gruppi matriarcali e difendono il loro territorio. "L'idea è un piano di controllo della nutria su 4-5 anni - aggiunge Quaranta - per fare un censimento, ma spesso procedere ad abbattimento ed eradicazione non funziona, visto che gli animali ritornano. E anche in Inghilterra esperienze simili non danno risultati".

Che fare, dunque? "Un censimento via acqua, ma anche via terra e appunto via aria, usando i droni, che permettono di sorvolare aree private cui altrimenti non si potrebbe accedere. Quindi si posizioneranno gabbie di cattura  e poi sterilizzando maschi e femmine, ma senza bloccare i loro ormoni, il che modificherebbe i loro comportamenti. Rendendo però la zona non fertile, si può pensare di ridurre di circa il 40% la popolazione in 4 anni, arrivando al 100% in 8-10 anni".

Ogni operazione durerà circa 10 minuti, saranno soprattutto le femmine a essere operate. Mentre una colonia sarà lasciata integra per controllo. I costi sono stimati in 51000 euro ogni 10 interventi.

Massimiliano Sciullo

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