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Attualità | 22 novembre 2019, 10:52

“Ipazia”: un luogo di accoglienza aperto a tutti, pensato da donne di Cumiana

Domani l’inaugurazione di uno spazio nel municipio che vuole essere di aiuto a chi è in difficoltà e un simbolo di condivisione e promozione culturale e sociale

“Ipazia”: un luogo di accoglienza aperto a tutti, pensato da donne di Cumiana

Sarà un luogo di accoglienza per chi ne ha necessità e uno spazio di condivisione per chi ha voglia e piacere di passare del tempo assieme.

Domani alle 16 a Cumiana, verrà inaugurato “Ipazia. Spazio donna”. L’appuntamento è ai giardini pubblici, accanto alla panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

Il nuovo spazio è stato allestito all’interno del municipio, dove un tempo c’erano le scuole elementari e dove sono state ospitate le medie dopo la chiusura della loro scuola.

Proprio per ospitare i ragazzi delle medie, è stata ristrutturata questa parte, in modo che potesse di nuovo accogliere delle aule.

Il nome scelto non è casuale: Ipazia fu una matematica, astronoma e filosofa greca, uccisa da una folla di cristiani in tumulto nel 415 d.C.; per questa sua tragica fine è diventata un simbolo, una martire della libertà di pensiero.

L’associazione Ipazia è stata fondata da tre socie: Giuliana Comba (presidente), Loretta Panseri (vicepresidente) e Chiara Fantone (segretaria). Ma il gruppo è composto da una dozzina di persone con competenze diverse: Comba è un ex assessore, Fantone è un’ex insegnante, per fare un paio di esempi.

«L’idea è nata questa estate, volevamo creare uno spazio di accoglienza e condivisione dedicato alle donne, ma aperto a tutti – spiegano –. Per esempio vorremmo organizzare dei corsi di italiano per immigrati».

Le idee sono molte: non solo assistere donne in difficoltà, indirizzandole alle strutture competenti, ma anche promuovere la creatività e organizzare eventi culturali.

Non manca nemmeno la volontà di collaborare con altre realtà del territorio, e, in questa direzione, sono già stati avviati i contatti con il Coordinamento Donne delle Val Pellice.

Marco Bertello

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