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Economia e lavoro | 07 marzo 2020, 08:50

L'economia piemontese saluta un 2019 di difficoltà, anche senza Coronavirus: segno meno dopo 6 anni

Il quarto trimestre si è concluso con un calo della produzione industriale dello 0,4%. Il dato medio sui dodici mesi è negativo di mezzo punto. E' soprattutto l'export a soffrire. Malissimo i mezzi di trasporto. Cuneo la provincia migliore

L'economia piemontese saluta un 2019 di difficoltà, anche senza Coronavirus: segno meno dopo 6 anni

Un ultimo trimestre che si conclude con una produzione industriale in calo dello 0,4% e un dato medio - distribuito sui dodici mesi - di -0,5%. E' questa l'istantanea con cui l'economia piemontese manda in archivio il 2019, a dimostrazione che - con o senza Coronavirus - il nostro tessuto produttivo portava già in sé alcune difficoltà. Nulla che ne abbia generato cali vertiginosi, ma che comunque non ne hanno permesso una crescita apprezzabile.

Lo dimostra l'ultima analisi condotta da Unioncamere Piemonte, che certifica come dopo un 2018 che aveva visto nella seconda parte dell’anno un rallentamento dei ritmi produttivi, anche il 2019 ha confermato la tendenza al ribasso del sistema industriale regionale.
In particolare, tutti e quattro i trimestri hanno registrato variazioni tendenziali al di sotto dello zero, anche se per pochi decimi di punto. Al -0,4% del I trimestre dell’anno hanno fatto seguito le flessioni del -0,8% e -0,2% del II e del III trimestre. Il IV trimestre 2019 si è chiuso, infine, con una contrazione dello 0,4% della produzione industriale regionale. Il calo produttivo medio per l’intero 2019 è stato dunque pari a mezzo punto percentuale. Il primo anno negativo dal 2013.

“I risultati dell’ultimo trimestre 2019, e dell’anno nel suo complesso, non sono entusiasmanti - commenta il vicepresidente vicario di Unioncamere Piemonte, Ferruccio Dardanello -. Le imprese piemontesi soffrono da tempo e purtroppo, anche a causa del Covid-19, gli effetti negativi sull’economia e sullo sviluppo dei nostri territori non potranno migliorare nel breve periodo. Dobbiamo, quindi, lavorare con maggior impegno per sostenere il nostro sistema imprenditoriale, individuando misure straordinarie di affiancamento e supporto. Saranno necessari anche interventi di sostegno al credito”.

A incuriosire, nell'ultimo trimestre 2019, soprattutto il fatto che il calo della produzione industriale si associa a un andamento opposto evidenziato dal mercato interno e da quello estero. Se infatti gli ordinati interni registrano una crescita (+1,3%), quelli esteri subiscono una flessione dello 0,6%. Il fatturato totale risulta stabile (+0,2%), mentre la componente estera evidenzia un calo pesante (-1,8%).

A livello settoriale si riscontra un andamento eterogeneo in termini di produzione industriale. Il comparto alimentare, che mostrava un trend incoraggiante anche nei trimestri precedenti, prosegue nella sua fase di crescita (+3,1%). Positivi anche i dati del comparto meccanico (+4,1%) e delle industrie elettriche e elettroniche (+0,6%). Stazionaria la produzione della chimica/plastica (+0,1%) e delle industrie del legno e del mobile (-0,2%). Subiscono, invece, una flessione della produzione le industrie tessili e dell’abbigliamento (-2,5%) e le industrie dei metalli (-2,6%). Il calo più importante appartiene ancora una volta al settore dei mezzi di trasporto (-7%).

Focalizzando l’attenzione su questo settore, attore principali della contrazione produttiva manifatturiera regionale, si rileva come la performance negativa del IV trimestre 2019 risulti il frutto di una contrazione sostenuta della produzione di autoveicoli (-9,8%) e di componentistica autoveicolare (-8,7%), mentre appare stabile il comparto dell’aerospazio (+0,1%).

A livello geografico, il Piemonte del nord ha segnato dinamiche meno incoraggianti. Biella ha subito una flessione produttiva del 4%, Novara dello 0,2%, Vercelli e Verbania rispettivamente dello 0,9% e 0,5%. Torino si è assestata su una variazione della produzione del -0,7% rispetto all’analogo periodo del 2018, mentre il Piemonte del sud ha segnato risultati migliori. A fronte di una stabilità produttiva dell’astigiano (-0,1%), si sono registrate crescite sia ad Alessandria (+0,8%) che a Cuneo (+1,7%).

Massimiliano Sciullo

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