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Economia e lavoro | 13 marzo 2020, 18:24

Coronavirus, i vigili chiudono i girarrosto Santa Rita. I gestori della catena: "E' un errore"

"Siamo equiparati a ristoratori, ma non è così. Da noi non si consuma il pasto all'interno dei locali". Ma il Comune spiega: sì al cibo da asporto, no al take away

Coronavirus, i vigili chiudono i girarrosto Santa Rita. I gestori della catena: "E' un errore"

 

Polletto sì o polletto no? Sembra questione di poco conto, ma a Torino c'è una discussione in corso, non ancora chiarita, sui girarrosto Santa Santa Rita, storica catena di rivendite alimentari della città: possono restare aperti nonostante il decreto anti Coronavirus oppure no? Al momento il Comune sembra aver fatto la sua scelta: la municipale ha fatto chiudere tutti i locali.

"C'è un errore nell'interpretazione della legge", protestano però i responsabili dei "Girarrosti". "A quanto pare - spiega il legale della società, l'avvocato Carlo Mussa - la polizia municipale ritiene che si tratti di attività di ristorazione e quindi procedono in forza al decreto dell'11 marzo. Ma è un errore. Nei 'Girarrosto', con tutte le cautele del caso, i prodotti si preparano e si vendono alla clientela, non si somministrano sul posto".

A quanto risulta i negozi di altre città, come Milano, non hanno avuto problemi analoghi. La società ha inviato via pec un messaggio al Comando della polizia municipale di Torino "che finora non ha ricevuto risposta".

La questione sembra essere sulla "natura" dei girarrosti: il Comune ha infatti sottolineato il sì al cibo da asporto, ma anche il no al take away.

"Un’interpretazione a mio giudizio erronea delle restrizioni imposte dal Decreto ha portato alla chiusura dei Girarrosti Santa Rita. Questi negozi offrono un servizio di qualità con consegna a domicilio. Non vedo perché non possano essere equiparati a qualsiasi altro negozio alimentare o ristorante da asporto", ha sottolineato Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Consiglio comunale a Torino.

"Lo stesso prodotto, il pollo arrosto, si può acquistare presso diversi supermercati. Centinaia sono i posti di lavoro coinvolti, che potrebbero essere a rischio. Ho firmato con convinzione la petizione affinché questi punti vendita siano riaperti".

redazione

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