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| 31 marzo 2020, 18:08

Il Coronavirus si abbatte sui conti del Comune di Torino: "Tra Tari e Cosap, mancate entrate per milioni di euro"

Al momento i pagamenti risultano solo sospesi e non incidono sull'equilibrio del bilancio ma l’assessore Rolando avverte: "Non sapremo quando usciremo da questa crisi". Polemico Carretto: "Spostare non basta, non stiamo dando un grande servizio ai cittadini in difficoltà"

Il Coronavirus si abbatte sui conti del Comune di Torino: "Tra Tari e Cosap, mancate entrate per milioni di euro"

Il Covid-19 si abbatte sui conti del Comune di Torino. Se la prima fase, quella dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, è ancora in corso, nelle stanze di Palazzo Civico una delle preoccupazioni maggiori riguarda la sostenibilità economica di un bilancio che sarà senza dubbio influenzato dalle ricadute economiche della pandemia.

La Giunta ha già avviato alcuni provvedimenti volti a sgravare cittadini e imprese da determinati pagamenti e attualmente insostenibili a causa dei mancati introiti: dalla Tari alla Cosap, passando per il pagamento dei lavori edili, sono tante le scadenze rinviate, sospese o annullate. Come in una matrioska russa però, ciò che non entra nelle casse di Palazzo Civico deve in qualche modo essere compensato per non procurare uno squilibrio nel bilancio del Comune.

Allo stato attuale, Palazzo Civico incassa circa un miliardo di euro all’anno dai cittadini, fondi statali esclusi. A rivelarlo è Paolo Lubbia, direttore finanziario della Città. “Fare oggi previsioni di quanto mancherà a fine anno è prematuro, ma è chiaro che stiamo facendo valutazioni e costruendo più scenari” ha spiegato dubbia in commissione consigliare. Delle prime due rate della Tari per le imprese, il Comune avrebbe dovuto incassare 48 milioni di euro, divisi nei 16 della rata da versare entro il 16 marzo e 32 da incassare con la rata in scadenza il 15 maggio. Sorprendentemente, 12 dei 16 milioni sono stati incassati, con una perdita stimata in 4 milioni di euro circa: questo è dovuto al fatto che alcune imprese hanno deciso di mettersi in regola perché avevano prenotato in anticipo l’operazione o per semplice coscienza civile.

Per quanto riguarda gli altri dati, è impossibile allo stato attuale effettuare previsioni, ma a emergenza Coronavirus in corso, è facile pensare che in tanti accetteranno di buon grado la sospensione deliberata dalla Giunta. “Per quanto riguarda la Tari delle famiglie avremmo incassato 25 milioni di euro entro il 30 aprile e 10,5 il 29 maggio” ha aggiunto Lubbia. La Cosapp permanente, sospesa anch’essa da provvedimento della Giunta, provocherà un mancato incasso di 2 o 3 milioni di euro. Vi è poi l’esenzione del pagamento dei ponteggi e dei lavori edili, la cui rinuncia porterà a mancate entrate per 100.000 euro circa.

Insomma, alcune perdite sono già state registrate, ma il numero è destinato a variare a seconda di alcune variabili come le misure del Governo e il perdurare dell’emergenza. Allo stato attuale la maggior parte dei pagamenti è solamente sospesa, non cancellata. “La crisi perdurerà per dei mesi. Spostare significa arrivare a fine anno con realtà morose, quei soldi non certe non li avranno” è la preoccupazione di Damiano Carretto. Il consigliere del M5s, inoltre, si è rivelato molto critico verso i provvedimenti messi in atto dalla Città: “Non dobbiamo aspettare solo il Governo, non stiamo dando un grande servizio ai cittadini in difficoltà: siamo troppo attendisti. Quali prospettive abbiamo? Vorrei dare un atto di indirizzo alla Giunta, senza trovare tutto fatto a cose finite”.

Dello stesso parere il consigliere del Partito Democratico Enzo Lavolta: “Non possiamo pensare che le priorità dipendano solo a risorse messe dal Governo, dobbiamo fare sforzo in più per capire come nell’ambito del nostro bilancio, si possano recuperare risorse riorganizzando le priorità”. Aldo Curatella, che da poco ha lasciato la maggioranza, ha anch’esso invitato i colleghi a adoperarsi per portare soluzioni dopo un fitto confronto istituzionale, piuttosto che sui social: “Ragioniamo insieme per come intervenire per ridurre pressione fiscale su cittadini e imprese”.

Chi predica calma e spinge invece per un approccio più attendista, basato su numeri certi, è l’assessore al Bilancio Sergio Rolando: “I rendiconti si fanno quando finisce un evento. Non sappiamo quando finirà il Covid-19”. Lubbia, dal canto suo, ha ribadito come questi mancati introiti non siano “dei buchi di bilancio veri e propri, ma semplici mancanze di cassa”.

Andrea Parisotto

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