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Il Punto di Beppe Gandolfo | 25 maggio 2020, 08:25

Oratori e centri estivi: aprite per i nostri bambini

L’assenza di socialità, del gioco, della scuola si faranno sentire, a lungo. Ed è per questo che diventa importantissimo quel che accadrà nei prossimi mesi

Oratori e centri estivi: aprite per i nostri bambini

Oltre a chi non ce l’ha fatta, a chi si è ammalato e a tutte le famiglie coinvolte, sono i bambini le principali vittime dell’ isolamento a cui siamo stati costretti in questi ultimi mesi.

La maggior parte non ricorderà questo periodo con la gioia per la vicinanza in casa dei genitori, ma – lo dicono gli esperti - molti di loro usciranno, dalla fase uno e due, gravemente danneggiati, con piccoli e grandi traumi che non saranno facilmente cancellabili. Quell’ uso continuo e obbligatorio delle mascherine non verrà ricordato come un gioco di Carnevale, ma alla stregua di un incubo.

L’assenza di socialità, del gioco, della scuola si faranno sentire, a lungo. Ed è per questo che diventa importantissimo quel che accadrà nei prossimi mesi. I genitori dovranno tornare a lavorare, e i bambini? Chi starà con i piccoli?Toccherà ancora ai nonni, con tutti i rischi di contagio che questo comporta?

Oratori, Centri Estivi, Estate Ragazzi, Associazioni Sportive sono chiamati a un ruolo determinante per garantire ai nostri ragazzi un ritorno vero alla normalità.

Mi pare già di sentire le varie lamentele: già ma chi ci paga? Chi garantisce che non correremo rischi? Tutte domande legittime, ma di fronte abbiamo il futuro delle nuove generazioni. Se ci teniamo ai nostri bambini e ai nostri ragazzi mettiamo in campo tutte le nostre forze, i nostri educatori e offriamo un pacchetto di giornate serene. 

Quest’ estate vedere oratori deserti, case-vacanza vuote, campi sportivi abbandonati sarà una pugnalata allo stomaco. Già ma la distanza di sicurezza? Le mascherine? Il gel? Tranquilli. La fantasia degli animatori saprà inventare giochi e momenti di aggregazione sicuri e divertenti.

La posta in palio è la salute mentale e la crescita delle giovani leve. Il maestro degli educatori, San Giovanni Bosco, non si sarebbe certamente tirato indietro di fronte a questa emergenza.

Beppe Gandolfo

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