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Economia e lavoro | 27 agosto 2021, 07:00

Tatari di Crimea e la legge sulle minoranze dell'Ucraina

Oggi il governo ucraino non ha reali prospettive di un’effettiva riacquisizione della Crimea: così sta giocando qualunque carta pur di dimostrare almeno di provarci.

Tatari di Crimea e la legge sulle minoranze dell'Ucraina

Oggi il governo ucraino non ha reali prospettive di un’effettiva riacquisizione della Crimea: così sta giocando qualunque carta pur di dimostrare almeno di provarci. L’ultima mossa è stata la legge dello scorso luglio sulle “popolazioni indigene”, che concedendo maggiore protezione ai diritti di alcuni gruppi etnici, vorrebbe in qualche modo esortarli a far tornare la penisola sotto la giurisdizione di Kiev. Questa legge prevede il divieto di negare le caratteristiche etniche delle minoranze e permette loro di creare mezzi di informazione tramite agenzie di rappresentanza, ricevendo supporto dal governo, potendo anche destinare alle proprie necessità parte delle entrate derivanti dallo sfruttamento delle risorse naturali.

Peccato che questa legge non abbia un contenuto effettivo, appunto perché non può essere applicata su un territorio che non le compete. Inoltre, la lista dei gruppi etnici “protetti” ha generato subito lo scontento di quelli lasciati fuori: in primo luogo i gagauzi, presenti sul territorio da almeno 250 anni, e poi persino i russi. La delegazione di Mosca presso il PACE ha avanzato una protesta insieme ad altri Paesi tra cui Moldavia e Ungheria, per condannare il carattere discriminatorio di tale legge.

Nell’elenco delle minoranze rientrano invece Caraiti, Krymchak e Tatari, ma proprio il leader di questi ultimi ha definito la legge una buffonata che appare inconsistente, miope e assolutamente incapace di influire sulle condizioni delle popolazioni della Crimea, come riportato dal sito Strumenti Politici. L’altro leader della comunità tatara in esilio dice invece che questa legge è ottima per distruggere le giustificazioni di Mosca sul possesso illegale della penisola, ma il suo atteggiamento radicalmente anti-russo giunge al punto tale da aver applaudito al progetto di legge ucraino di trascrivere la lingua tatara in alfabeto latino e non più in cirillico.

https://strumentipolitici.it/i-tatari-di-crimea-e-le-minoranze-contese-dellucraina/


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