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Attualità | 19 gennaio 2022, 18:20

Il sindaco di Cavour sul volontariato nel turismo: “Le dichiarazioni di Salvai sono paradossali”

Sergio Paschetta risponde con un comunicato e guarda al futuro dell’Abbazia di Santa Maria

Sergio Paschetta

Sergio Paschetta

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del sindaco di Cavour Sergio Paschetta in risposta all’intervista di Daniele Salvai, vicepresidente dell’associazione Anno Mille, che ha lasciato la gestione dell’Abbazia di Santa Maria.

A proposito delle recenti dichiarazioni legate alla conduzione dell’Abbazia di Cavour, leggere determinate considerazioni, con termini particolarmente aggressivi, da chi ha appena chiuso la porta, suona quantomeno paradossale.

Se c’erano spunti per migliorare la gestione, perché non se ne è parlato prima in modo chiaro e costruttivo, e si è lavorato per attuarli? Evidentemente c’è qualcosa che non funziona…

Un’uscita di scena che, alla fine, lascia molto amaro in bocca e getta un alone sul grande lavoro svolto in questi anni dall’Associazione. Mi auguro che il direttivo di Anno Mille prenda le distanze dalle pesanti accuse rivolte nei confronti del volontariato.

Paragonare i volontari ad una piaga sociale o, peggio ancora, ad un cancro, rivela una difficoltà nel vedere la realtà dei fatti e di quanto, lo Stato intero, sia quotidianamente debitore verso i volontari.

Non sempre puntare a generare profitto porta alla valorizzazione del bene pubblico, infatti a volte si verifica un ‘uso’ improprio del bene stesso, che viene posto unicamente a servizio di un interesse privato: questo non deve assolutamente verificarsi.

In generale, occorre un grande equilibrio ed un management che abbia chiari gli obiettivi condivisi con un’Amministrazione lontana da interessi privati.

Oggi ci viene indicato che per il complesso abbaziale, occorre scegliere su cosa puntare, può essere un consiglio utile o forse no, però allo stesso tempo viene ammesso che l’impostazione del lavoro nei 6 anni precedenti (escludendo gli ultimi due della pandemia), non ha seguito quel percorso, quindi è stato tutto un errore? Io non penso sia proprio così e lo dico anche a difesa e supporto dei componenti dell’Associazione e del loro impegno.

Ma dobbiamo guardare avanti, per rendere la nostra Abbazia sempre più luogo di accoglienza, luogo dove si custodisce una ricca parte della storia di Cavour, luogo da mettere in luce, luogo di cultura e luogo dove possono anche trovare spazio momenti di gioia che incoronano importanti fasi della vita.

Chiudo con un pensiero di carattere generale, senza alcun riferimento specifico: sono convinto che molte volte, la presunzione porta semplicemente al fallimento! E sprono i volontari che da anni ed in varie forme lavorano per il bene del paese, con grande professionalità che ormai è essenziale anche nell’associazionismo, a continuare a farlo con grinta e armonia, perché di questo la società ne ha bisogno e ne è grata.

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