/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 19 agosto 2022, 15:00

Il vino piemontese paga l'ebbrezza dei prezzi: l'export cresce, ma anche i costi per tappi e bottiglie

Coldiretti: "Tutelare il vino significa, quindi, tutelare il principale elemento di traino per l’intero sistema agroalimentare non solo all’estero ma anche sul mercato interno, a partire dal settore turistico”

calice di vino rosso

Migliorano gli affari per le esportazioni di vino piemontese, ma i costi pesano sulla produzione

Bottiglie da stappare, perché gli affari vanno bene. Ma anche da conservare con cura, perché i costi e i rincari stanno colpendo il settore del vino piemontese. L'allarme arriva da Coldiretti Piemonte, che accanto a un aumento del 12% dell'export segnala anche crescite "traumatiche" di bottiglie, tappi, etichette e imballaggi. 

Elaborando i dati Istat, per la prima volta il valore delle esportazioni di bottiglie italiane potrebbe sfiorare gli 8 miliardi di euro nel 2022 secondo le proiezioni di Coldiretti trainate anche dalla crescita negli Stati Uniti che sono il principale mercato al di fuori della UE. Sul continente europeo, invece, il vino Made in Italy trova nella Germania il suo maggior consumatore, ma cresce anche in casa dei nostri primi concorrenti visto che la Francia registra un forte incremento degli acquisti di bottiglie italiane (+37%) e nel Regno Unito, nonostante la Brexit, i consumi sono balzati del +31% nel primo quadrimestre trainati dal grande successo delle bollicine, ma non solo.

In cantina aumentano i costi con un +35% in media a causa delle tensioni su energia e materie prime generate dalla guerra in Ucraina. Una bottiglia di vetro costa oltre del 30% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. Il comparto vitivinicolo piemontese è determinate per l’agroalimentare con 14 mila imprese, 43 mila ettari di superficie vitata, 42 Doc e 17 Docg e, nonostante la crisi pandemica, 1,2 miliardi il valore della vendita all'estero dei vini piemontesi con una variazione del +12,2% rispetto all'anno precedente”, evidenzia Marco Reggio che per Coldiretti ha la delega regionale al settore vitivinicolo.
 

Il vino piemontese è particolarmente apprezzato dagli americani che ne assorbono il 35% della produzione e le esportazioni hanno raggiunto i 200 milioni di euro, dai britannici tanto che il 20% vola oltre Manica, in particolare le bollicine, ma anche dai mercati asiatici con un +75% in Cina e +15% in Giappone – fanno notare Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato Confederale -. Per difendere il nostro patrimonio vitivinicolo è necessario intervenire per contenere il caro energia ed i costi di produzione con interventi immediati e strutturali per programmare il futuro. Tutelare il vino significa, quindi, tutelare il principale elemento di traino per l’intero sistema agroalimentare non solo all’estero ma anche sul mercato interno, a partire dal settore turistico”.

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium