“L’Ospedale di Cambiano, sul territorio ASL To5 Torino sud, situato al confine con Santena e Trofarello, è fra i primi tre progetti inviati all’Inail sui sette ospedali per cui la Regione Piemonte ha chiesto un finanziamento di oltre due miliardi, ma ci sono molte incertezze sulla quota di cofinanziamento regionale e sulle concrete possibilità di sostenere il conseguente indebitamento considerata l’attuale situazione finanziaria, in particolare del bilancio sanitario”.
E’ quanto ha sottolineato la consigliera regionale del PD Nadia Conticelli a margine della serata di approfondimento confronto organizzata dal Partito Democratico di Poirino, e allargato a tutta la zona del carmagnolese e del chierese, sul servizio sanitario e il nuovo ospedale dell’Asl To 5. Erano presenti il consigliere regionale PD Daniele Valle, il sindaco di Pecetto, Adriano Pizzo, l’assessora alla cultura pari opportunità di Pino Torinese Elisa Pagliasso, oltre al consigliere comunale di Poirino Demetrio Meduri , E’intervenuto il Sindaco di Cambiano, Carlo Vergnano, con l’assessora alla sanità di Cambiano Aurora Grassi e l’assessora alla sanità di Poirino, Marina Fogliato.
“La grande partecipazione da parte dei rappresentanti degli enti locali prova la vastità del territorio interessato dal progetto, che comprende quaranta comuni della cintura sud e sud-est – sottolinea Conticelli – . La preoccupazione è inoltre quella che, quello che dovrebbe essere nelle intenzioni un fiore all’occhiello, l’Ospedale di Cambiano, si riveli complicato dal punto di vista logistico".
“C’è il tema trasporti e collegamenti, da dove potranno arrivare le risorse per la nuova bretella e come sarà collegata alla stazione all’ospedale. Ad oggi gli studi non si occupano affatto della viabilità pedonale e ciclabile e dei mezzi pubblici – osserva ancora la consigliera dem – e senza considerare l’aspetto legato al personale, che già oggi è carente. Il nuovo ospedale così come concepito ora, corre dunque il rischio di depotenziare l’offerta di salute sul territorio che, anziché giungere in modo capillare, sarebbe centralizzata e quindi di fatto poco predisposta al bisogno immediato del cittadino - conclude Nadia Conticelli - . Il territorio chiede risposte immediate, come l’apertura della casa di comunità di zona che dovrebbe avvenire nel mese di luglio, ma con pochi servizi rispetto a quelli attesi, come ad esempio il consultorio”.














