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Economia e lavoro | 23 gennaio 2026, 11:18

Nel 2025 tornano a crescere (anche se poco) le imprese in Piemonte

Dopo la battuta d’arresto del 2024, le iscrizioni (22.782) tornano a superare le cessazioni (21.548), per un tasso di crescita del +0,29%

Nel 2025 tornano a crescere (anche se poco) le imprese in Piemonte

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio, nel corso del 2025 sono nate in Piemonte 22.782 aziende104 in meno rispetto a quanto rilevato per il 2024 (-0,5%). Nello stesso periodo, sono state 21.548 le imprese che hanno cessato la propria attività (al netto delle cancellazioni d’ufficio), 1.720 in meno rispetto al 2024 (-7,4%). La sintesi tra i due flussi conduce a un saldo positivo per 1.234 unità (era stato negativo per 382 unità nel 2024).

Coscia: "Piemonte rialza la testa"

“Il ritorno al segno positivo dimostra la resilienza del Piemonte che rialza la testa dopo la flessione del 2024. Sebbene la crescita sia meno intensa della media nazionale, il forte consolidamento delle società di capitale (+3,53%) testimonia un sistema produttivo regionale che punta su strutture più solide per affrontare le sfide del mercato. Resta però prioritario sostenere i settori in affanno e ridurre il divario tra i territori più dinamici e le province in sofferenza. In questo scenario, le Camere di commercio si confermano presidio indispensabile per interpretare i mutamenti economici e accompagnare le imprese verso la crescita. È solo attraverso il rafforzamento della nostra rete di servizi e l'ascolto diretto dei territori che potremo trasformare questa debole espansione in uno sviluppo strutturale e duraturo per l'intera regione” commenta Gian Paolo Coscia, Presidente Unioncamere Piemonte.

 Piemonte 7° in Italia

A fine dicembre 2025 il Registro imprese delle Camere di commercio piemontesi contava uno stock complessivo di 417.011 imprese. Tale consistenza permette al Piemonte di mantenere la settima posizione nel panorama nazionale, incidendo per il 7,1% sull'intero tessuto imprenditoriale italiano

Queste le principali evidenze sull’andamento della demografia delle imprese nel 2025 che emergono dai dati Movimprese, elaborati da Unioncamere Piemonte sulla base delle risultanze del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Il saldo tra iscrizioni e cessazioni si traduce un tasso di crescita del +0,29%, evidenziando un sensibile miglioramento rispetto alla flessione registrata dal tessuto imprenditoriale regionale nel 2024 (-0,09%).

Nonostante la ripresa, la performance piemontese risulta meno intensa rispetto al dato nazionale del 2025, anno in cui la base imprenditoriale italiana ha conseguito un tasso di crescita del +0,96%.

La dinamica del tessuto imprenditoriale piemontese ha confermato, anche per il 2025, i trend strutturali consolidatisi nell'ultimo decennio: si continua a osservare, infatti, una costante espansione della base di società di capitale che hanno la propria sede legale in Piemonte, a fronte di una progressiva contrazione delle altre tipologie giuridiche.

Nello specifico, il segmento delle società di capitale ha registrato un saldo demografico positivo, che si è tradotto in un tasso di crescita del +3,53%, valore che si mantiene in sostanziale continuità con i ritmi d’incremento rilevati nel 2024.

Scendono le società di persone

Per contro, le restanti forme giuridiche hanno evidenziato variazioni di segno negativo: la flessione più marcata ha interessato le società di persone (-1,35%), seguite dalle imprese individuali (-0,39%) e dalle altre configurazioni giuridiche (-0,24%).

Sotto il profilo strutturale, la rilevanza delle oltre 94mila società di capitale ha raggiunto il 22,6% dell'intero stock regionale, segnando un significativo consolidamento rispetto al 16,3% registrato a fine 2015, quando la consistenza di tali imprese si attestava a circa 72mila unità. La debole espansione che ha caratterizzato il tessuto imprenditoriale regionale nel corso del 2025 è il risultato di dinamiche settoriali marcatamente differenziate, il cui equilibrio finale ha permesso al sistema di mantenersi in territorio positivo.

Nello specifico, il consolidamento della base imprenditoriale è stato sostenuto con particolare vigore dai settori legati agli altri servizi, al turismo e alle costruzioni. Questi ambiti hanno evidenziato una dinamica di sviluppo sostenuta, facendo registrare un tasso di variazione della propria base imprenditoriale pari, rispettivamente, al +1,96%+0,54% e +0,23%.

Il contributo positivo fornito da questi settori alla dinamica complessiva è stato parzialmente smorzato dalle contrazioni che hanno interessato i restanti comparti.

L’industria in senso stretto ha concluso il 2025 con un ridimensionamento del proprio stock pari allo 0,89%. Maggiori segnali di sofferenza si riscontrano, infine, nel comparto del commercio e in quello dell’agricoltura, i quali hanno subito flessioni rispettivamente del -1,13% e del -2,11%.

Espansione sostenuta da Novara e Torino

Il quadro regionale complessivo scaturisce da un'articolazione territoriale profondamente diversificata, che vede contrapporsi aree di dinamismo imprenditoriale a realtà in fase di ridimensionamento. A sostenere la debole espansione osservata a livello complessivo sono state, in particolare, le province di Novara (+0,66%) e Torino (+0,60%), seguite da Cuneo (+0,11%): in questi territori, il saldo demografico positivo ha agito da contrappeso alle criticità emerse nel resto della regione.

Specularmente, la restante parte del territorio ha evidenziato una contrazione della propria base produttiva, seppur con intensità variabili. Mentre il Verbano-Cusio-Ossola è riuscito a contenere la flessione entro una misura ridotta (-0,19%), segnali di maggiore sofferenza si sono manifestati nelle province di AlessandriaVercelli (entrambe al -0,33%), Asti (-0,37%) e Biella (-0,41%).

Il turismo si dimostra ancora una volta come uno dei settori trainanti per il Piemonte e per questo va ulteriormente sostenuto e valorizzato”: così Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti Piemonte, commenta di dati sulla natimortalità delle imprese diffusi oggi da Unioncamere. “Una crescita di oltre mezzo punto percentuale (+0,54) in una situazione non facile dal punto di vista dell’economia e dei consumi - continua Banchieri -, dimostra che le attività del turismo e dell’accoglienza di Torino e del Piemonte rappresentano un elemento di imprescindibile per le sorti dell’economia locale, anche sotto il profilo occupazionale, laddove in altri settori persistono le difficoltà. Per questo sono necessarie politiche pubbliche di sostegno ancora più incisive e vanno migliorati i collegamenti e la comunicazione per far conoscere il ‘prodotto Piemonte".

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