Torino è stata a lungo identificata con l’idea stessa di automobile. Nella città che per decenni ha rappresentato il cuore dell’industria automobilistica italiana, possedere un’auto non era solo una scelta pratica, ma un elemento di status, di identità, persino di appartenenza sociale. Oggi, però, il panorama urbano e culturale appare diverso: a fianco delle fabbriche, dei musei dell’auto e della grande rete viaria, si sta affermando un modo nuovo di pensare allo spostamento, più fluido e meno legato al concetto di proprietà.
La crescente attenzione agli impatti ambientali, le trasformazioni del lavoro e dello stile di vita, le politiche urbane sulla mobilità e le tecnologie di bordo stanno contribuendo a ridefinire il rapporto tra i cittadini e l’automobile. La vettura resta importante, ma non necessariamente come bene da possedere a ogni costo. Sempre più spesso viene percepita come un servizio, da utilizzare quando serve e da sostituire senza troppi vincoli quando cambiano esigenze, gusti o regole cittadine.
Torino, capitale dell’auto che cambia volto
L’immagine di Torino come “città dell’auto” è ancora fortemente radicata, ma il modo in cui l’auto è presente nella vita quotidiana dei torinesi sta mutando. I quartieri storici, le nuove aree residenziali e gli spazi riqualificati mostrano una crescente attenzione agli spostamenti a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici, mentre le vetture private vengono invitate a ridurre la loro presenza nelle zone più delicate del tessuto urbano.
Le ZTL sempre più articolate, le limitazioni al traffico in alcune fasce orarie e le politiche di riduzione delle emissioni hanno l’obiettivo di rendere la città più vivibile, ma al tempo stesso complicano la gestione dell’auto di proprietà. Per molti residenti, soprattutto per chi abita e lavora in aree centrali, tenere una vettura privata che resta spesso ferma sotto casa a causa delle sempre maggiori restrizioni dovute alle politiche ambientali, appare sempre meno conveniente.
In questo contesto, la tradizionale idea di “comprare una macchina e tenerla finché conviene” inizia a mostrare i suoi limiti. I cicli di innovazione tecnologica si sono accorciati, i modelli cambiano rapidamente e le dotazioni di bordo – soprattutto sul fronte della connettività e dei sistemi di assistenza alla guida – diventano obsolete in pochi anni rispetto agli standard più recenti.
Dal possesso all’accesso: un cambio di paradigma
La trasformazione non riguarda solo l’auto, ma il modo in cui si vive il consumo in generale. In molti settori, dal cinema alla musica fino all’informatica, si è passati dal possesso al modello in abbonamento: non si acquistano più DVD o CD, ma si accede a cataloghi digitali; non si compra necessariamente un software, lo si utilizza come servizio nel cloud.
Nel campo della mobilità questa logica si traduce nella preferenza per soluzioni che garantiscono l’uso del mezzo senza i vincoli tipici della proprietà. Oltre alla crescita dei servizi di micromobilità vediamo che, per chi ha esigenze continuative ma non vuole esporsi all’acquisto, si stanno affermando sempre di più formule contrattuali che consentono di usare un’auto per lunghi periodi e con una maggiore prevedibilità dei costi.
In una città come Torino questa evoluzione culturale incontra un terreno particolarmente sensibile: da un lato l’eredità industriale e il legame emotivo con l’auto; dall’altro una generazione di cittadini che ha interiorizzato l’idea che ciò che conta è la qualità del servizio, non necessariamente il possesso di un bene. Il veicolo diventa uno strumento, non un simbolo da esibire o da conservare nel tempo.
Servizi, abbonamenti e nuove abitudini urbane
A cambiare non è solo il rapporto con la singola vettura, ma l’intero mosaico di soluzioni di mobilità disponibili. I cittadini combinano mezzi pubblici, servizi di condivisione, biciclette, monopattini e auto “a tempo” o “a canone”, scegliendo di volta in volta l’opzione più adatta.
Per chi ha bisogno dell’auto con una certa regolarità – per motivi familiari, lavorativi o di svago – ma non vuole affrontare l’acquisto, il noleggio a lungo termine per privati rappresenta una sintesi interessante tra le nuove necessità di mobilità e i cambiamenti in atto nelle grandi città. Si tratta infatti di una modalità che consente di avere un veicolo nuovo e in linea con le più moderne tecnologie (ambientali e tecnologiche), senza doversi occupare in prima persona di tutte le incombenze legate alla proprietà, come la rivendita dell’usato, la gestione del valore residuo, le variazioni di mercato.
L’auto cessa così di essere “per sempre” e diventa “per il periodo in cui serve”. Quando cambiano le esigenze – ad esempio per la nascita di un figlio, per un trasferimento in un quartiere diverso o per esigenze professionali – diventa più semplice adeguare il mezzo, valutando un modello differente alla fine del contratto.
Perché il noleggio di lungo periodo convince i privati
Uno degli elementi che più pesa sulle scelte dei privati è la svalutazione dell’auto usata. In un mercato in cui i modelli si susseguono rapidamente e in cui le tecnologie legate all’elettrificazione e alla connettività avanzano con grande velocità, diventa difficile prevedere quanto varrà un’auto dopo alcuni anni. Il rischio di trovarsi con un veicolo poco appetibile, soprattutto in presenza di normative ambientali più severe, induce molti automobilisti a cercare alternative.
Le formule che consentono di pagare un canone fisso, che include l’uso del mezzo e una serie di servizi collegati, riducono questa incertezza. Il privato non deve preoccuparsi di stimare il valore futuro del veicolo né di trovare un acquirente per l’usato: al termine del periodo stabilito si limita a valutare se proseguire, cambiare modello o ridimensionare le proprie esigenze di mobilità.
In una città come Torino, in cui le politiche di accesso ai centri urbani sono destinate a diventare più stringenti per favorire veicoli meno inquinanti e circolazioni più fluide, avere la possibilità di adeguare con regolarità la propria auto agli standard più recenti rappresenta un vantaggio. Il cittadino può scegliere modelli che rispondono meglio alle regole ZTL, alle esigenze di parcheggio e ai futuri scenari normativi, senza restare vincolato per lunghi periodi a una vettura acquisita in proprietà.
Torino tra ZTL, parcheggi e costi di gestione
La crescente attenzione alla qualità dell’aria e alla vivibilità degli spazi urbani spinge molte amministrazioni a limitare l’accesso delle auto in alcune zone, soprattutto per i veicoli più datati. Torino non fa eccezione e, negli anni, ha progressivamente ampliato e articolato le proprie aree a traffico limitato, con regole differenziate in base agli orari, alle tipologie di veicolo e alle necessità di residenti e attività commerciali.
In questo scenario, chi possiede un’auto da qualche anno rischia di vederne ridotto l’utilizzo proprio nelle aree più frequentate, con la prospettiva di doverla sostituire prima del previsto. A ciò si sommano i costi connessi al parcheggio, ordinario e in struttura, e le spese di manutenzione che, con il passare del tempo, tendono ad aumentare. Il risultato è che l’auto di proprietà può trasformarsi da risorsa a fonte di preoccupazione economica e logistica.
La disponibilità di soluzioni basate sul servizio consente invece di pianificare la spesa con maggiore chiarezza e, soprattutto, di tenere aperta la possibilità di un cambio periodico del mezzo. Ciò permette di scegliere veicoli più compatti per affrontare meglio la città storica, oppure modelli più avanzati sul fronte delle emissioni e delle tecnologie di bordo, in linea con le restrizioni presenti e con quelle previste per gli anni successivi.
Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.














