Il futuro delle alberate torinesi torna al centro del dibattito politico e tecnico. La proposta di modifica dell’articolo 45 del Regolamento del Verde, nata da una petizione popolare e sostenuta da centinaia di cittadini e associazioni ambientaliste, è arrivata in Commissione comunale, dove però il confronto si è trasformato in un lungo scontro tra visioni opposte sulla gestione del patrimonio arboreo cittadino.
I promotori: "Stop agli abbattimenti a tappeto"
A portare in Commissione la proposta sono stati i rappresentanti del Coordinamento del verde e alcuni firmatari della petizione, che chiedono di limitare drasticamente la possibilità di sostituire intere alberate. Tra i promotori, Roberto Gnavi ha spiegato che la richiesta nasce da anni di confronto sulle politiche di gestione del verde cittadino, puntando il dito contro gli interventi che prevedono il rinnovo totale dei filari alberati.
Secondo Gnavi, "l’articolo 45 del Regolamento del verde non indica esplicitamente in quali circostanze possa avvenire la sostituzione di un’intera alberata, ma lascia una vastissima discrezionalità". Per questo, ha aggiunto, "non è ammissibile la sostituzione di un’intera alberata o di un tratto di essa se non in presenza di effettivo rischio di schianto di ogni albero".
Il principio sostenuto dai firmatari è quello di salvaguardare gli alberi adulti, ritenuti fondamentali per la salute urbana. "Gli alberi adulti hanno un effetto positivo direttamente percepibile, dall’ombreggiatura alla riduzione della temperatura, oltre all’assorbimento degli inquinanti", ha spiegato il promotore, sottolineando come, a suo giudizio, la sostituzione totale comporti la perdita di benefici ambientali per molti anni.
Il richiamo ai casi di corso Umbria e corso Belgio
Durante il confronto sono tornati più volte i riferimenti agli interventi su corso Umbria e corso Belgio, indicati dai promotori come esempi emblematici. Roberto Accornero, tra i firmatari della proposta, ha sostenuto che nel caso di corso Umbria "il perito nominato dal giudice ha certificato che è stato fatto un danno, perché sono stati sostituiti 77 aceri, di cui solo 3 erano a rischio caduta". Secondo Accornero, la riduzione del volume fogliare avrebbe comportato un aumento delle temperature e un impatto sulla qualità della vita dei residenti.
Lo stesso esponente del coordinamento ha sottolineato come la sostituzione con alberi di dimensioni minori comporti, a suo dire, una forte riduzione dei servizi ecosistemici, spiegando che "quando un albero viene sostituito possono volerci due generazioni perché torni a fornire gli stessi benefici ambientali".
I tecnici: "Il rinnovo tecnica straordinaria ma necessaria"
Di segno opposto la posizione degli uffici comunali, che hanno espresso parere tecnico contrario alla modifica proposta. La dirigente del Servizio verde, Claudia Bertolotto, ha chiarito che il rinnovo totale delle alberate rappresenta una tecnica straordinaria e utilizzata raramente. "Io lavoro in Comune da 28 anni e conosco quattro o cinque casi in cui è stato applicato", ha spiegato, evidenziando come la norma attuale non imponga il rinnovo ma lo disciplini per attenuarne gli effetti.
Secondo i tecnici, la sostituzione complessiva può risultare necessaria per garantire la continuità paesaggistica delle alberate e la loro sicurezza nel lungo periodo. Bertolotto ha inoltre ricordato che "le sostituzioni puntuali sulle alberate esistenti, dal punto di vista agronomico, faticano molto ad attecchire", citando linee guida nazionali e confronti con regolamenti adottati in altre città italiane ed europee.
Il nodo della discrezionalità e del ruolo politico
Durante la Commissione, anche la componente politica ha sottolineato la complessità della questione. È stato evidenziato come il rinnovo delle alberate non sia una decisione affidata direttamente agli uffici, ma passi attraverso atti della Giunta comunale, proprio per il carattere straordinario degli interventi.
Alcuni consiglieri hanno inoltre ribadito che il regolamento vigente, in vigore da circa vent’anni, ha garantito finora una gestione efficace del verde, ma potrebbe necessitare di un aggiornamento alla luce dei cambiamenti climatici e delle nuove conoscenze scientifiche.
È emersa anche la distinzione tra informazione e partecipazione dei cittadini, con la richiesta di rafforzare il coinvolgimento della popolazione nelle scelte sul patrimonio arboreo. Da qui la proposta di un tavolo di confronto, ed è proprio su questo punto che si è aperta una possibile mediazione.
Tra le proposte suggerite infatti ci sarebbe la creazione di un tavolo di lavoro che coinvolga uffici tecnici, università, enti scientifici, circoscrizioni e rappresentanti dei cittadini. L’obiettivo sarebbe quello di rivedere non solo l’articolo 45, ma l’intero regolamento del verde, aggiornandolo alle nuove esigenze ambientali e climatiche.
Consulta e associazioni: "Serve un confronto più ampio"
Anche il presidente Oscar Brunasso, della Consulta Ambiente e Verde, ha ricordato che già negli anni passati era stata proposta una revisione del regolamento senza però arrivare a risultati concreti.
Ha inoltre difeso l’iniziativa dei cittadini, spiegando che la raccolta firme rappresenta "una volontà di partecipazione a fronte di una indisponibilità a prendere in considerazione le proposte avanzate negli anni".
Tresso: "Abbattimenti legati anche alla siccità"
Nel dibattito è intervenuto l’assessore al Verde Francesco Tresso, che ha respinto l’idea che gli interventi vengano effettuati per comodità o risparmio economico. "Un albero sano non vuol dire che non sia a rischio di schianto. Un albero fortemente in regressione può non essere in pericolo immediato, ma non significa che sia sano", ha chiarito, sottolineando l’importanza di valutare i servizi ecosistemici complessivi delle alberate.
Infine, l’assessore ha ricordato i numeri della gestione cittadina, spiegando che, nonostante gli abbattimenti legati anche agli effetti della siccità, il bilancio arboreo resta positivo grazie alle nuove piantumazioni effettuate negli ultimi anni.
Delibera sospesa, confronto rinviato
Al termine della seduta, la proposta di modifica dell’articolo 45 è stata sospesa in Commissione, in attesa di ulteriori approfondimenti, della annunciata presentazione degli emendamenti dei consiglieri e della possibile apertura di un percorso di revisione più ampia del regolamento.


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