Inspire Day è stato organizzato da Alessandro Gini, founder di up4business, e Benedetta Consorti, creativity manager e fondatrice di BlinKS.
L’appuntamento ha riunito oltre 30 speaker tra creator, manager, imprenditori ed esperti di comunicazione, trasformandosi in un vero osservatorio sulle evoluzioni del lavoro digitale, della creator economy e della costruzione della reputazione professionale.
Tra i relatori anche la digital content creator torinese Simona Riccio, LinkedIn Top Voice Italy, protagonista del panel dedicato all’evoluzione del ruolo dei creator insieme a Federico Rognoni e Riccardo Zanetti, con la moderazione di Emanuela Spernazzati. Un confronto aperto e dinamico, caratterizzato da punti di vista differenti e da un dibattito diretto sul valore della credibilità professionale.
Dal dialogo è emerso come le aziende che decidono di investire su LinkedIn lo facciano con crescente consapevolezza: non cercano soltanto visibilità, ma professionisti in grado di rappresentare il brand attraverso competenza, coerenza e autorevolezza costruita nel tempo.
«Su LinkedIn non si cercano acchiappa-like, ma figure capaci di generare fiducia», ha evidenziato Riccio durante l’incontro, sottolineando come la piattaforma premi sempre più la qualità dei contenuti e la solidità del percorso professionale.
Molti gli spunti emersi nel corso della giornata. Vasileios Mylonas ha richiamato l’attenzione sull’importanza dell’identità digitale e della strategia, invitando a considerare LinkedIn come uno specchio professionale più che una semplice vetrina.
Il confronto tra Davide Dal Maso e Mattia Marangon ha aperto una riflessione sul rapporto tra intelligenza artificiale, responsabilità e produzione dei contenuti, evidenziando come la velocità tecnologica non possa sostituire la consapevolezza di chi comunica.
Spazio anche alla gestione integrata della presenza aziendale, tema affrontato da Simona Bargiacchi, Simona Incarnato e Alice Kirchner, che hanno sottolineato la necessità di superare le tradizionali divisioni tra risorse umane, marketing e area commerciale per costruire organizzazioni più credibili e trasparenti.
Il tema della fiducia è tornato anche nell’intervento di Alessandro Gini, insieme a Fabio Banzato e Maria Letizia Russo, dove LinkedIn è stato descritto non come uno strumento da “spingere”, ma come uno spazio da coltivare attraverso conversazioni autentiche e relazioni durature.
Tra i contributi più originali, quello di Luca Altimani e Laura Formenti, che hanno affrontato il ruolo della leggerezza e della comicità nella comunicazione professionale: una chiave capace di creare connessioni senza rinunciare alla competenza.
A chiudere idealmente il filo conduttore dell’evento, il messaggio di Stefano Ferri, che ha ricordato come il confronto serva prima di tutto a riconoscersi, favorendo un dialogo capace di orientare scelte consapevoli.
In questo scenario, Inspire Day si conferma un appuntamento capace di intercettare le traiettorie del lavoro contemporaneo: meno rumore, più valore; meno ricerca della performance, più costruzione della fiducia. Una direzione che riflette un ecosistema professionale sempre più orientato alla qualità delle relazioni.
La presenza di una professionista torinese tra i relatori testimonia inoltre il ruolo crescente dei talenti del territorio nel dibattito nazionale sulla comunicazione digitale, oggi centrato sulla capacità di unire competenze, visione strategica e autenticità.



















