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Politica | 17 febbraio 2026, 16:22

Bagarre su Askatasuna in Consiglio di Circoscrizione 7, manifesti contro l'ex centro sociale

Fdi chiede la sfiducia di cinque coordinatori, maggioranza e opposizione si scontrano su responsabilità e partecipazioni

La protesta dei consiglieri di opposizione alla 7

La protesta dei consiglieri di opposizione alla 7

Proteste con tanto di manifesti sventolati all'aria, documenti bocciati, richieste di sfiducia. Clima tesissimo in Consiglio di Circoscrizione 7, con il tema Askatasuna a infiammare ancora il dibattito politico. Del resto non poteva essere diversamente, se consideriamo che l'ex centro sociale di corso Regina Margherita si trova in uno dei quartieri sotto l'egida del centro civico di corso Vercelli.

Uno scontro che ha preso piede quando una parte dei consiglieri di opposizione ha esposto in aula alcuni manifesti contro il centro sociale definito "abusivo e violento", affiancati dalle immagini degli esponenti nazionali Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Salis e Marco Grimaldi, accusati dal centrodestra di ambiguità politica sulla vicenda.

Al centro della seduta l’ordine del giorno presentato dai consiglieri di Fratelli d’Italia Patrizia Alessi, Domenico Giovannini e Francesco Caria, che esprimeva piena solidarietà alle Forze dell’Ordine ferite durante il corteo del 31 gennaio 2026 contro lo sgombero di Askatasuna. Un documento che condannava esplicitamente le violenze e chiedeva alla Città di archiviare ogni dialogo con gli antagonisti.

Oltre cento agenti feriti

Oltre cento appartenenti alle forze dell’ordine feriti negli scontri, tra poliziotti, carabinieri e militari della Guardia di Finanza. Una manifestazione nazionale molto partecipata, ma degenerata in guerriglia urbana in corso Regina Margherita, con lancio di oggetti, cassonetti incendiati e un blindato dato alle fiamme. "Condanniamo gli atti violenti contro le Forze dell’Ordine e condanniamo Askatasuna che ha rivendicato quanto accaduto" ha dichiarato Alessi.

"Vanchiglia non sia tutta dalla parte del centro sociale come una certa sinistra vuole far credere" ha aggiunto l'agguerrita consigliera Rodia.

Dalla maggioranza, invece, il presidente Luca Deri ha invitato a distinguere le responsabilità individuali, parafrasando quanto già detto in precedenza dal sindaco Lo Russo. "Un corteo che al 99% si è svolto senza problemi. Ma come avviene in uno stadio, se qualcuno sbaglia le responsabilità penali sono individuali e non di tutti i partecipanti". Parole contestate dai consiglieri Alessi e Daniele Moiso (Lega). Proprio la Alessi (insieme a Caria) ha riassunto le parole pronunciate dalla procuratrice generale di Torino, Lucia Musti, durante l'inaugurazione dell'anno giudiziario. Con riferimento al punto legato ai disordini di piazza.

Ma un'ora di batti e ribatti non è servita a convincere il centrosinistra e l’ordine del giorno di solidarietà alle Forze dell’Ordine è stato, infine, bocciato dalla maggioranza: 6 favorevoli e 18 contrari, compresi Francesco Lauria (M5s) e Massimo Braschi (Sinistra in Comune). Parallelamente, un documento alternativo presentato dalla maggioranza è stato rimandato al prossimo Consiglio dopo la pioggia di emendamenti depositati dall’opposizione.

La sfiducia a mezzo Consiglio

Ma non è finita qui. Nella stessa seduta è stata presentata anche una mozione in cui si impegnava il presidente a sfiduciare cinque figure dell’assetto circoscrizionale, "accusati di aver partecipato a una manifestazione pro centro sociale e di essere conniventi con gli antagonisti e gli autori degli scontri" ha protestato Alessi. Nella fattispecie i coordinatori di commissione Giuseppe Piras (II Commissione) e Jasch Ninni Sol (III Commissione), le coordinatrici di sottocommissione Ilaria Genovese e Maurizia Cabbia e il coordinatore del Forum Borgo Dora, Giorgio Giardina.

Un atto che invitava il presidente a tagliare le gambe alla sua stessa Giunta. Cosa che, ovviamente, non è avvenuta. Ma che ha portato i consiglieri/coordinatori stessi a difendersi. "La partecipazione al corteo in qualità di soggetto politico non rappresenta una violazione di quel dettato costituzionale - così il coordinatore al Commercio Ninni -. Io e i colleghi presenti siamo sempre stati nella parte pacifica del corteo, condannando ogni forma di violenza e prendendo le distanze da ogni degenerazione. Non c’è stato nessun disonore  per quando mi riguarda".

Piena solidarietà alle persone minacciate dalla consigliera Genovese. "Un’intera manifestazione - ha detto -, è stata ridotta a un video di pochi secondi. Distorcendo la realtà ed etichettando persone e rappresentanti delle istituzioni". Duro il consigliere di Torino Domani, Giardina. "Avete anche scavato nei nostri profili Facebook. E per cosa? Abbiamo condannato la violenza fin dal primo minuto. Io ero nel corteo con una delegazione di “Torino domani” rappresentando cittadini, famiglie e studenti. Di certo non interlocutori dei violenti".

Parole che, tuttavia, non hanno convinto l'opposizione. Insomma dopo due ore di sfoghi e tensioni verbali, la partita si è conclusa senza vinti né vincitori. Con l'impressione che, forse, qualcuno - in maggioranza - si sia morso la lingua per non intervenire e scatenare ulteriori polemiche.

Philippe Versienti

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