Sono in corso fino al 7 marzo le riprese del film horror/dark fantasy Ting di Maximilien Dejoie, ambientato nella Torino del 1918. Girato tra il Piemonte e l’Alto Adige, vede tra le location principali Moncalieri, Avigliana e Borgo Cornalese.
Uno dei luoghi più significativi toccati dalle riprese che dureranno circa tre settimane è il Real Collegio di Moncalieri.
“Una location piuttosto straordinaria - spiega Maximilien Dejoie -. Io sono moncalierese, sapevo cosa era il Real Collegio, ma non ci ero mai entrato. Riuscire a girare in questo luogo già compone una buona parte del casting, perché non è una costruzione, è veramente quello che raccontiamo nel film. I padri barnabiti ci hanno aperto le porte e li ringraziamo per questo. Dentro fa un po’ freddo, ma aiuta a immedesimarsi”.
La trama
Tentando di fuggire da un orfanotrofio dopo la morte della madre, Marilì stringe amicizia con Ting, una sinistra creatura nata dal trauma della Prima guerra mondiale. Riunendosi con suo padre, ufficiale medico disertore, Marilì scoprirà le malvagie intenzioni di Ting e per salvare la sua famiglia dovrà confrontarsi con le sue scelte e liberarsi dalla mostruosa influenza del suo nuovo “amico”.
“Il periodo della fine della Prima Guerra Mondiale coincide con l’apice dell’epidemia spagnola - commenta il regista -. Marilì in un primo momento è spaventata da questa presenza, ma dopo sarà proprio Ting ad aiutarla a esprimere la sua rabbia. Diventerà un compagno di viaggio non convenzionale con risvolti inattesi.”
La creatura
È proprio la creatura protagonista del film a fare la differenza. Ting è la trascrizione del fischio che si sente dopo uno sparo ed è una presenza percepita da padre e figlia, sono gli unici a vederlo. Rappresenta il senso di colpa che si trasmette da una generazione all’altra come un'influenza.
Per dare forma alla creatura la produzione ha chiamato un vero e proprio dream team di professionisti degli effetti pratici e digitali che in passato hanno lavorato alle creature di Starwars inglesi, hanno lavorato alle creature di Star Wars, Dune, Prometheus, The Revenant.
“Pochi giorni fa lo abbiamo visto per la prima volta, è stato impressionante, sembra una magia” spiegano i produttori Roberto Cavallini e Mattia Puleio.
La scenografia in cui si muove la creatura è curata da un’altra eccellenza torinese, Carlotta Desmann, già vincitrice di un Donatello come arredatrice di Le Dèluge.
“Siamo cresciuti nel sottobosco del film making torinese - aggiunge Puleio -. Per noi il bello è la prospettiva che dà sulla città. Si parla da anni della Hollywood sul Po, forse il vero elemento di discontinuità è che prima era tutto portato avanti dalla Film Commission o da produzioni esterne. Oggi sta germinando internamente alla nostra città. È un segnale che qualcosa sta mettendo radici. Portiamo una nuova voce nel panorama nazionale anche dal punto di vista di logiche produttive”.
Un genere quello horror che in Italia negli ultimi anni è riuscito a emergere poco. Un ordine che il film cerca di ristabilire con una storia che si ispira ai capolavori di Guillermo del Toro e John Carpenter. “Non vogliamo scimmiottare gli americani - precisano però i produttori - vogliamo portare storie nostre. Le capacità di fare questo genere di film in Italia ci sono ma manca ancora la volontà produttiva”.
Il cast
A calarsi nei panni Marilì, la giovane Mariandrea Cesari (L’estranea). “Interpreto un ruolo complesso e stratificato, mi dà la possibilità di scavare dentro me stessa. Sullo schermo porto una fragilità che poi diventa forza”.
Ad affiancarla, anche Camilla Brandenburg (Quell'estate con Irène) nel ruolo di Lina: “Interpreto un personaggio che ha una complessità molto interessante. Ha caratteristiche simili a me, simili alla mia bisnonna. È un personaggio molto sfaccettato e particolare, il mio preferito di tutta la storia. Spero di dargli tutta l’intensità che si merita”.
Il film, realizzato con il contributo di Film Commission, dovrebbe essere pronto per uscire nelle sale questo inverno.














