Decathlon continua a essere al centro del mirino, per quanto riguarda le polemiche sindacali. L'ultima, in ordine di tempo, arriva a poca distanza dall'annuncio della chiusura del punto vendita di Borgo Filadelfia, a sua volta seguito allo stesso destino per il negozio di Venaria e per il magazzino di Brandizzo. Ma stavolta il tema è un altro: quello dell'azionariato promosso tra i dipendenti.
Dipendenti spinti all'azionariato
Non una novità, in senso assoluto, visto che Decathlon adotta un modello di azionariato diffuso tra i dipendenti (soci) fin dal 1987. "Questa azienda, negli anni, ha sempre stimolato i propri dipendenti a investire in quote azionarie dell'azienda - conferma Luca Sanna, segretario di Uiltucs Piemonte -. Ma nei giorni scorsi ai dipendenti di Moncalieri, Grugliasco e Settimo è arrivata un mail che li invitava a un evento fissato per il 26 marzo nella fascia oraria 20-21. Un invito di fatto obbligatorio, per un appuntamento che vuole cercare di ampliare la platea di aderenti all'azionariato".
Confermato l'appuntamento
A sollevare le perplessità del sindacato è stata la forma scelta dall'azienda (e l'orario). "Ho mandato una lettera di diffida - dice ancora Sanna - chiedendo che fosse rispettata la vita privata e la gestione dei ritmi dei dipendenti. La risposta? Che prendevano atto, ma che confermavano l'appuntamento, permettendo a quei dipendenti che magari vivono distanti dal punto vendita in cui lavorano di recarsi in un altro, se più vicino. E chi non può presenziare dovrà prendere un'ora di permesso".














