Pende il rischio di nuovi tagli sul Sant'Anna e sul Regina Margherita. Ad accendere i timori di "possibili" sforbiciate sui due ospedali torinesi è la risposta data alla consigliera regionale del Pd Nadia Conticelli dall'assessore regionale alla Salute Federico Riboldi: “Non si escludono ipotesi di ulteriore efficientamento delle attività e dei relativi costi” .
A rischio candidatura a IRCCS
L'esponente della giunta ha confermato che è in corso la verifica dei bilanci di Città della Salute con la relativa suddivisione delle componenti economiche e patrimoniali, debito compreso, fra i due presidi ospedalieri. Entro il 30 giugno dovrà essere definita l’effettiva entità del passivo. Il problema è che un eventuale debito che gravi sulla neonata azienda materno infantile, come chiarisce Conticelli, "ne precluderebbe la candidatura a IRCCS".
Per ottenere la certificazione di ospedali di eccellenza in Italia - cioè che combinano assistenza sanitaria specializzata con attività di ricerca clinica - sono necessari elevati standard di sostenibilità economica (tra cui un triennio di pareggio di bilancio), qualità scientifica, attrattività sanitaria e capacità di investimento nella ricerca. "Elementi - sottolinea Conticelli - che difficilmente potrebbe sostenere una realtà nata già in deficit economico".
Conticelli (Pd) all'attacco
"Ci chiediamo - aggiunge la dem - a quale ulteriore “efficientamento” si riferisca l’assessore, se siano tagli di reparti o di personale o di servizi, e se riguarderanno Sant’Anna o Regina Margherita. A meno che non intenda che per le risorse necessarie saranno nuovamente sacrificati capitoli del bilancio regionale come avvenuto per le Asl, dai trasporti, al welfare all’istruzione".
"La frammentazione dei percorsi clinici integrati costruiti negli anni all’interno della Città della Salute, comporta ricadute negative sulla qualità dell’assistenza sanitaria rivolta alle donne" conclude la consigliera del Pd.




















