CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) - Cannes 79 sigilla un'edizione molto positiva con la Palma d'Oro a Fjord di Cristian Mungiu, storia morale e sociale in cui una famiglia rumena trasferitasi in Finlandia affronta una grave accusa di maltrattementi familiari legata anche alla loro religione evangelista. Il Grand Prix è andato al film Minotaur di Andrey Zvyagintsev, mentre il Premio della Giuria è stato assegnato a The Dreamed Adventure della regista tedesca Valeska Grisebach.La cerimonia di premiazione ha portato comunque in dote un palmarès equilibrato, che la giuria presieduta dal maestro sudcoreano Park Chan-wook ha distribuito con perizia. L'equilibrio cercato dalla giuria è parso tangibile con i Premi delle interpretazioni, che hanno tenuto insieme due coppie di attori: sul versante femminile ci sono Virginie Efira e Tao Okamoto, premiate da Pierfrancesco Favino come protagoniste di "Soudain" (All of a Sudden) di Ryusuke Hamaguchi, storia dell'incontro tra una dottoressa francese e una attrice giapponese malata terminale.Sul versante maschile, invece, sono stati premiati l'esordiente Emmanuel Macchia e Valentin Campagne, i due giovani protagonisti di "Coward", storia d'amore gay nata sul fronte belga della prima guerra mondiale. Il premio della Sceneggiatura è andato a "Notre Salut" di Emmanuel Marre. Un altro ex aequo ha caratterizzato anche il premio per la Migliore Regia, assegnato ai due registi spagnoli Javier Ambrossi e Javier Calvo per l'ottimo "La bola negra", in cui viene ricostruita tra realtà e fantasia la storia di un amore gay di Federico Garcia Lorca, e il polacco Pawel Pawlikowski per "Fatherland", in cui è di scena un altro grande figura storica Thoman Mann nella Germania del 1949.- Foto IPA Agency -(ITALPRESS).
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