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Attualità | 27 maggio 2026, 12:51

Fine vita, in Piemonte già 5.000 firme per la legge "Liberi Subito": superata metà dell'obiettivo

L'Associazione Luca Coscioni accelera sulla proposta di iniziativa popolare per garantire tempi certi al suicidio assistito. I coordinatori: «I cittadini chiedono alla politica di assumersi le proprie responsabilità»

Fine vita, in Piemonte già 5.000 firme per la legge "Liberi Subito": superata metà dell'obiettivo

A un mese dall’avvio della raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, sono già oltre 5.000 le sottoscrizioni raccolte dall’Associazione Luca Coscioni in Piemonte. Si tratta di oltre metà dell’obiettivo necessario per portare il testo all’esame del Consiglio regionale. Il traguardo resta quello di raggiungere le 8.000 firme entro sei mesi, per chiedere anche in Piemonte quanto già ottenuto in Toscana e Sardegna, dove sono state approvate norme per garantire tempi e procedure certe nell’accesso al suicidio medicalmente assistito.

I coordinatori regionali della raccolta firme per l’Associazione Luca Coscioni, Davide Di Mauro e Lidia Sessa, hanno dichiarato che il risultato raggiunto in appena un mese dimostra l'esistenza in Piemonte di una forte domanda di civiltà, chiarezza e rispetto dei diritti delle persone che affrontano condizioni di sofferenza irreversibile. Secondo i coordinatori, aver superato quota 5.000 firme in così poco tempo significa che i cittadini piemontesi chiedono alla politica regionale di assumersi le proprie responsabilità e garantire procedure certe, tempi definiti e uguali diritti su tutto il territorio. I promotori hanno inoltre espresso il loro ringraziamento ai sindaci di Moncalieri, Settimo, Borgaro, Rivoli, Condove e Cuorgnè che hanno già sottoscritto la proposta, e a quelli che si accingono a farlo, rinnovando l'invito a tutte le forze politiche per un sostegno formale e pubblico.

La proposta di legge “Liberi Subito” si inserisce nel solco tracciato dalla sentenza numero 204 del 2025 della Corte costituzionale, la quale ha chiarito come le Regioni possano intervenire per disciplinare modalità e tempi di accesso alle procedure nell’ambito della tutela della salute, senza incidere su ambiti di competenza statale quali la materia penale o civile. L'obiettivo del provvedimento non è quello di introdurre nuovi diritti, ma di rendere concretamente esercitabile e trasparente un diritto già riconosciuto, garantendo regole uniformi sul territorio regionale, procedure certe per la verifica dei requisiti e una chiara responsabilità da parte delle aziende sanitarie.

La mobilitazione in Piemonte si è resa nuovamente necessaria a seguito del rifiuto, da parte del Consiglio regionale, di esaminare la precedente proposta di legge di iniziativa popolare. Nel 2024, infatti, i consiglieri di maggioranza avevano impedito la discussione del provvedimento mediante l’approvazione di una pregiudiziale di costituzionalità, una posizione che è stata successivamente superata dalla stessa pronuncia della Consulta. Alla luce di questa evoluzione giuridica, la nuova iniziativa popolare punta a sollecitare il Consiglio regionale del Piemonte ad adottare misure analoghe a quelle già introdotte in Toscana e Sardegna. Nelle prossime settimane la mobilitazione proseguirà sul territorio con la presenza di numerosi tavoli informativi.

comunicato stampa

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