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Economia e lavoro | 13 luglio 2026, 18:46

Dall'epopea Pininfarina al fallimento De Tomaso, nello stabilimento alle porte di Torino inizia l'era Sargomma [FOTO]

Inaugurata questo pomeriggio alla presenza dei lavoratori la prima parte recuperata di un'area complessiva da 11mila metri quadri. Sardo: "Auguri a tutti noi"

Nuova sede per Sargomma, dove sorgeva la Pininfarina e poi De Tomaso

Nuova sede per Sargomma, dove sorgeva la Pininfarina e poi De Tomaso

Un concerto di pianoforte, un rinfresco in piedi, qualche parola condivisa con i collaboratori, un brindisi. Ha preso così il via l'era "Sargomma" in un'area produttiva tra Torino e Grugliasco che col passare dei decenni è stata la cornice di molte vicende. Alcune epocali, altre più difficili. Si tratta dello stabilimento che un tempo fu sotto il controllo di Pininfarina (di cui restano ancora visibili alcune insegne) e che poi visse la vicenda De Tomaso, terminata con il fallimento che ha coinvolto Gian Mario Rossignolo.

Rilancio di undicimila metri quadri

In tutto, si tratta di una superficie di 64.500 metri quadri in Borgata Lesna. Di questi, sono 11mila quelli che fanno capo a Sargomma, azienda fondata nel 1981 da Giuseppe Sardo e specializzata nella progettazione e produzione di componenti tecnici in gomma destinati ai principali settori industriali. Opera nei comparti automotive, ferroviario, aerospace, difesa, nautico, agricolo.

A fare gli onori di casa è Brigitte Sardo, amministratore delegato dell'azienda di famiglia.  E' lei che, calice in mano, si rivolge ai lavoratori: "Auguri a tutti noi, lunga vita a Sargomma e un brindisi dedicato a mio papà”. Ma il tempo per festeggiare è poco: a pochi passi dalla zona dedicata al rinfresco, infatti, gli impianti e le strumentazioni continuano a lavorare e non mancano gli operai che riguadagnano la loro postazione.

Produzione, ma anche arte

Sono già stati recuperati quasi 6000 metri quadri, di cui 4000 già utilizzati. Il resto, arriverà nei prossimi mesi ospitando altre aree produttive, ma anche gli uffici tecnici e aree che saranno riservate al coworking e, dunque, a utilizzatori esterni.

Il tutto è abbellito e ingentilito dall'arte, da opere di proprietà di Sargomma e alcune delle quali realizzate espressamente per la fabbrica al confine con Torino. Anche il murales esterno, realizzato da Fabio Schirru (in arte Tellas), è nato per questa azienda, ma a partire dal suo nome ("Effimero") già condivide un futuro che non è destinato a durare. Sarà infatti cancellato - e i suoi materiali riutilizzati - quando lo spazio produttivo vedrà la realizzazione della sua parte più vicina alla strada.

"Siamo operativi ormai da qualche mese - commenta Sardo -, ma una giornata come quella di oggi era importante per presentarci ufficialmente alla collettività. C'è ancora lavoro da fare, ma abbiamo scelto di partire dalla parte produttiva, quella che consente di creare valore, sostenere la crescita dell’impresa e costruire le condizioni per i futuri sviluppi dell’intero complesso".

I commenti

"Recuperare uno spazio simbolo della nostra città, riportando al suo interno l'attività produttiva, è una notizia estremamente importante - dichiarano il sindaco di Grugliasco, Emanuele Gaito e l'assessora al lavoro, Roberta Colombo-. Ringraziamo Sargomma e Brigitte Sardo per gli investimenti che hanno scelto di fare sul nostro territorio. Grugliasco, con la sua storica vocazione industriale, si conferma un polo attrattivo per le imprese. Ci auguriamo che questo nuovo corso possa avere importanti ricadute in termini occupazionali.»

E Fabrizio Cellino, presidente di Api Torino, conclude: "Brigitte Sardo con la sua Sargomma è la dimostrazione della capacità e del coraggio che le nostre imprese hanno di investire e guardare al futuro nonostante le difficilissime condizioni in cui operano. È nel codice genetico di noi imprenditori cercare di fare sempre meglio e sempre di più, cercare soluzioni ai problemi, non fermarsi mai. È quanto ci conferma questa azienda che è esempio di quella cultura d’impresa che Torino e il Piemonte sanno esprimere e che non deve essere persa".

Massimiliano Sciullo

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