Condizioni di vita invivibili per le alte temperature, sovraffollamento cronico e carenze di personale specializzato. È il quadro emerso a seguito del sopralluogo effettuato al carcere "Lorusso e Cutugno" dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle.
“Oggi abbiamo effettuato una visita istituzionale alla Casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, per verificare le condizioni delle persone detenute, del personale e della struttura. Nel corso della visita abbiamo ispezionato la sezione ICAM, che ospita madri con bambini, la sezione femminile, l’area sanitaria per adulti e il reparto psichiatrico – dichiarano la Capogruppo regionale M5S Piemonte Sarah Disabato e il Consigliere regionale Alberto Unia –. Da settimane le alte temperature rendono invivibili molti padiglioni, aggravando le condizioni di vita delle persone detenute e quelle di lavoro del personale. Chiediamo alla Giunta regionale di attivarsi immediatamente presso il Ministero della Giustizia e le autorità sanitarie competenti, affinché siano adottati interventi urgenti per tutelare la salute della popolazione carceraria e garantire la vivibilità degli ambienti”.
Tra i temi al centro del confronto vi sono stati anche i dati relativi alle presenze all'interno dell'istituto penitenziario.
“Ad aggravare ulteriormente il quadro è il persistente sovraffollamento, che continua a incidere sulle condizioni di vita delle persone detenute e sull’organizzazione del lavoro del personale penitenziario – commentano i consiglieri pentastellati in Regione –. Nella sezione ICAM, dove vivono madri con bambini, emerge la necessità di potenziare le attività educative e ricreative dedicate ai più piccoli. Ci è stata inoltre segnalata l’assenza di materassi per bambini più adatti alle alte temperature: un accorgimento semplice che potrebbe contribuirne ad alleviare, almeno in parte, il disagio”.
Nel corso del sopralluogo si è parlato anche della dotazione organica e delle figure specializzate impiegate nella struttura.
“Tra le problematiche emerse vi sono anche la carenza di mediatori culturali e la mancanza di personale qualificato nel reparto psichiatrico. Si tratta di professionalità fondamentali per il benessere e i percorsi di riabilitazione delle persone detenute – proseguono Disabato e Unia –. Il carcere non può essere lasciato solo. Garantire condizioni di lavoro dignitose agli operatori e condizioni di vita rispettose della dignità delle persone detenute significa investire nella sicurezza, nella tutela dei diritti e nella funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione”.
La delegazione ha infine annunciato i prossimi passaggi istituzionali previsti a seguito delle rilevazioni effettuate.
“Le criticità che abbiamo riscontrato non possono essere ignorate – concludono i consiglieri regionali del M5S –. Porteremo quanto emerso all’attenzione delle istituzioni competenti, per sollecitare interventi concreti e rapidi”.














