/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 27 agosto 2026, 07:00

Torino, nuova era con Abate: prospettive e obiettivi dei granata nella Serie A 2026/27

Il Torino ha iniziato la Serie A 2026/27 con una delle novità più significative degli ultimi anni: un nuovo allenatore, diversi innesti e la volontà di costruire una squadra più giovane

Torino, nuova era con Abate: prospettive e obiettivi dei granata nella Serie A 2026/27

Il Torino ha iniziato la Serie A 2026/27 con una delle novità più significative degli ultimi anni: un nuovo allenatore, diversi innesti e la volontà di costruire una squadra più giovane, dinamica e capace di superare quella zona di classifica nella quale i granata sono rimasti spesso confinati nelle ultime stagioni.

Il campionato è cominciato con una sconfitta per 2-1 contro il Milan allo Stadio Olimpico Grande Torino. Un risultato negativo, ma arrivato contro una delle formazioni considerate più competitive del torneo e che, da solo, offre ancora poche indicazioni definitive sulla stagione. La Serie A è partita nel weekend del 23 agosto e il Torino dovrà affrontare immediatamente un calendario impegnativo, con Sassuolo, Fiorentina e Roma tra le successive avversarie.

Il progetto parte da Ignazio Abate

Il cambiamento principale riguarda la panchina. Dopo la separazione da Roberto D'Aversa, il Torino ha affidato la prima squadra a Ignazio Abate, sotto contratto fino al giugno 2028. Per l'ex difensore del Milan si tratta della prima esperienza da allenatore in Serie A, dopo il percorso nel settore giovanile rossonero e le esperienze con Ternana e Juve Stabia. Nell'ultima stagione Abate aveva condotto proprio la Juve Stabia fino alla semifinale dei playoff di Serie B.

È una scelta che racconta abbastanza chiaramente la direzione intrapresa dal club. Il Torino non ha puntato su un tecnico di lungo corso, ma su un allenatore emergente abituato a lavorare con giocatori giovani e con una concezione moderna del gioco. Anche la composizione della rosa estiva sembra seguire la stessa linea.

Un mercato rivolto soprattutto al futuro

Tra gli acquisti più interessanti c'è Kian Fitz-Jim, centrocampista classe 2003 arrivato a titolo definitivo dall'Ajax. Il giocatore olandese aveva già accumulato 72 presenze con la prima squadra dei Lancieri tra Eredivisie, Champions League, Europa League e coppe nazionali. Si tratta quindi di un profilo ancora giovane, ma con una quantità significativa di esperienza internazionale.

Il Torino ha inoltre investito sulla difesa con Pietro Comuzzo e Eray Cömert, mentre pochi giorni prima dell'inizio del campionato è arrivato dalla Fiorentina anche Niccolò Fortini. Il classe 2006 aveva già disputato 16 partite nell'ultima Serie A oltre a nove presenze in Conference League, arrivando anche all'esordio con la Nazionale maggiore nel giugno 2026.

Il dato interessante è soprattutto l'età di diversi innesti. Il club sembra voler aumentare il patrimonio tecnico della rosa attraverso calciatori con margini di crescita piuttosto che attraverso operazioni esclusivamente orientate all'immediato.

Abate può inoltre contare su elementi come Cesare Casadei, Gvidas Gineitis, Ivan Ilic, Alieu Njie e Gaetano Oristanio, oltre all'esperienza offensiva di Giovanni Simeone e Duvan Zapata. Durante il ritiro estivo gran parte di questi giocatori era già inserita nel gruppo sul quale il nuovo allenatore ha iniziato a costruire la propria squadra.

Quanto può crescere realmente il Torino

Il punto centrale riguarda gli obiettivi. Inter, Napoli, Juventus, Milan e Roma partono con ambizioni e disponibilità tecniche superiori, mentre il Como rappresenta ormai una realtà consolidata nella parte alta della Serie A. Anche Atalanta, Fiorentina e Bologna appartengono potenzialmente alla fascia di squadre con cui il Torino deve confrontarsi per provare ad avvicinarsi alle competizioni europee. Le analisi pubblicate alla vigilia del torneo collocano infatti i granata tra le società che hanno scelto di affidarsi a tecnici giovani ed emergenti, più che tra le candidate immediate ai primi posti. Per questo una valutazione realistica parte probabilmente dalla capacità di stabilizzarsi nella parte sinistra della classifica.

Una stagione intorno all'ottavo-decimo posto rappresenterebbe una base importante per un progetto nuovo. Se alcuni giovani dovessero crescere rapidamente e il sistema di Abate trovare continuità, il Torino potrebbe invece inserirsi nella corsa per le posizioni immediatamente alle spalle delle grandi.

Molto dipenderà anche dalla produzione offensiva. Nelle ultime stagioni la capacità di trasformare equilibrio e solidità in un numero maggiore di vittorie è stata spesso uno dei limiti della squadra granata. La presenza contemporanea di giocatori tecnici tra centrocampo e trequarti dovrà servire proprio ad aumentare le soluzioni negli ultimi trenta metri.

Cosa indicano i bookmaker

Anche il mercato delle quote fotografa un Torino distante dalla corsa allo Scudetto ma non considerato tra le principali candidate alla retrocessione.

Eurobet, nelle proprie quote antepost pubblicate per la Serie A 2026/27, propone il Torino a 1001.00 per la vittoria del campionato, insieme a Genoa, Sassuolo e Udinese. Davanti ai granata si trovano non soltanto le grandi tradizionali, ma anche Como, Atalanta, Fiorentina, Bologna e Lazio.

La lettura cambia osservando il mercato retrocessione: una rilevazione recente delle quote SNAI indicava il Torino a 7.50, molto distante dalle squadre considerate maggiormente esposte al rischio Serie B.

Per chi consulta i portali dedicati alle scommesse Italia, le quote rappresentano naturalmente soltanto una fotografia delle aspettative del mercato in un determinato momento. Nel caso del Torino raccontano però abbastanza bene la posizione iniziale della squadra: lontana dalle favorite per i grandi obiettivi, ma contemporaneamente considerata abbastanza solida da poter guardare soprattutto verso la metà superiore della classifica.

Il primo obiettivo è costruire continuità

La sconfitta contro il Milan non modifica quindi in maniera sostanziale le prospettive iniziali. Il Torino ha appena cominciato un nuovo ciclo e una sola giornata non permette ancora di giudicare né Abate né le operazioni realizzate durante il mercato.

La vera indicazione arriverà probabilmente dalle partite contro le squadre della stessa fascia. Dopo l'esordio contro il Milan, il calendario propone subito Sassuolo e Fiorentina prima della sfida casalinga con la Roma. È soprattutto in queste settimane che inizierà a emergere il livello reale del nuovo Torino. Una squadra giovane può avere oscillazioni maggiori, ma anche margini di crescita superiori durante la stagione.

Per i granata il 2026/27 può quindi diventare meno una stagione da giudicare attraverso un singolo piazzamento e più l'inizio di un percorso. La salvezza appare l'obiettivo minimo, mentre consolidarsi nella parte sinistra della classifica rappresenterebbe già un progresso concreto. L'Europa rimane invece lo scenario più ambizioso: non impossibile, ma subordinato alla crescita dei nuovi acquisti e alla capacità di Abate di trasformare rapidamente un gruppo rinnovato in una squadra stabile.


 

Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium