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Cronaca | 05 settembre 2026, 11:31

Carcere di Ivrea, ancora violenze contro la Polizia Penitenziaria

L'allarme dell'Osapp: "Siamo vicini al collasso e il ministro Nordio resta silente, nonostante le ripetute richieste di intervento"

Una foto dell'interno del carcere di Ivrea

Una foto dell'interno del carcere di Ivrea

La situazione nella Casa Circondariale di Ivrea è ormai fuori controllo e gli episodi di violenza nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria continuano a susseguirsi.

Cosa è successo tra il 3 e il 4 settembre

La sera del 3 settembre, poco prima della chiusura, un detenuto straniero, già noto per comportamenti aggressivi, ha sputato in faccia a un agente in servizio al primo piano. Successivamente, all’interno delle docce, lo stesso detenuto è stato aggredito da altri due detenuti e, a seguito dell’episodio, è stato accompagnato in infermeria per ricevere le necessarie cure.

Mentre il medico gli stava applicando alcuni punti di sutura alla testa, il detenuto si è improvvisamente alzato e ha sferrato un pugno in pieno volto a un agente. Nel tentativo di immobilizzarlo, altri tre operatori di Polizia Penitenziaria sono stati colpiti. Un ispettore e due agenti hanno dovuto fare ricorso alle cure del Pronto Soccorso, riportando cinque giorni di prognosi.

Nella giornata del 4 settembre, presso il reparto di isolamento, lo stesso detenuto è nuovamente andato in escandescenza, distruggendo una camera detentiva e lanciando contro il personale calcinacci e pezzi di infissi. Gli agenti, intervenuti con il necessario kit di sicurezza, sono riusciti a immobilizzarlo e a consentire al personale sanitario di somministrargli un’iniezione di calmanti. Fortunatamente, in questa circostanza, nessun operatore è rimasto ferito.

Beneduci (Osapp): "Vicini al tracollo"

«Siamo al tracollo generale – dichiara Leo Beneduci, Segretario Generale dell’OSAPP – non soltanto a Ivrea, ma nell’intero distretto Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta e nelle carceri italiane. Gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono quotidianamente esposti a violenze e aggressioni, in condizioni di lavoro sempre più difficili».

«Il ministro Nordio resta silente nonostante le ripetute richieste di intervento. Le aggressioni si susseguono, il personale è allo stremo e il sistema penitenziario è ormai al collasso. Non possiamo più attendere risposte: servono interventi immediati e concreti per garantire la sicurezza degli operatori e il funzionamento degli istituti penitenziari».

redazione

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