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Attualità | 06 settembre 2026, 07:43

Da Torino alle orbite della Nasa, la tecnologia piemontese conquista lo Spazio

La Revolv Space completa la fornitura a Blue Canyon: i suoi dispositivi orienteranno i pannelli solari per la missione sul clima Polsir

Da Torino alle orbite della Nasa, la tecnologia piemontese conquista lo Spazio

Da Torino alle orbite della Nasa, la tecnologia piemontese conquista lo Spazio

Torino non è soltanto un distretto industriale in transizione, ma si conferma la vera capitale economica dello Spazio italiano. L’annuncio arrivato dagli Stati Uniti in occasione di SmallSat - il vertice mondiale dei piccoli satelliti - riaccende i riflettori sul ruolo strategico del capoluogo piemontese nelle grandi partite internazionali: una realtà d'eccellenza nostrana volerà ufficialmente al servizio della Nasa.

L'azienda Revolv Space, realtà ad alto tasso tecnologico con sede all'ombra della Mole, ha ufficializzato il completamento della fornitura dei sistemi Sara Nano destinati alla multinazionale americana Blue Canyon Technologies. Un passaggio decisivo che segna l'idoneità al volo dei dispositivi e consacra Torino come snodo centrale nelle relazioni industriali tra l'Italia e i colossi americani dell'aerospazio.

Il "motore" torinese che orienta i satelliti verso il Sole

Al centro dell'accordo ci sono quattro unità di volo progettate all'ombra delle Alpi. Si tratta dei meccanismi che consentono di orientare i pannelli solari delle sonde verso la luce solare, garantendo l'energia necessaria alla missione.

Dopo il superamento dei test ingegneristici, i dispositivi torinesi sono stati integrati a bordo di due satelliti compatti - dalle dimensioni non superiori a quelle di uno zaino da trekking - realizzati da Blue Canyon per conto dell'agenzia spaziale statunitense.

Clima e modelli meteo l'obiettivo della missione Polsir

La fornitura piemontese alimenterà la missione scientifica Polsir (Polarized submillimeter ice cloud radiometer), focalizzata sullo studio del sistema climatico terrestre. I due micro-satelliti osserveranno le nuvole di ghiaccio ad alta quota che si formano sopra le zone tropicali e subtropicali.

L'impiego coordinato della coppia satellitare permetterà di monitorare l'evoluzione quotidiana di queste formazioni ora dopo ora, rilevando la massa d'acqua ghiacciata e la dimensione delle particelle: due parametri chiave per migliorare la precisione delle previsioni meteorologiche e dei modelli sul riscaldamento globale.

Redazione

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