Hashish nascosto tra gli alimenti destinati alla popolazione detenuta. È quanto hanno scoperto questa mattina gli agenti della Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale di Torino, durante un controllo ordinario effettuato con l’ausilio del personale cinofilo. La sostanza stupefacente, del peso complessivo di circa 2 grammi, è stata rinvenuta intorno alle 11.45 al piano terra del Padiglione B, all’interno di uno dei contenitori contenenti la pasta, in particolare gli gnocchi, destinata ai detenuti.
Il controllo ha interessato i detenuti portavitto incaricati del trasporto e della consegna dei pasti alla popolazione detenuta. Il rinvenimento ha consentito di sequestrare la sostanza e di avviare gli accertamenti necessari per ricostruire le circostanze dell’episodio. “Esprimiamo le nostre congratulazioni e il nostro plauso agli agenti della Polizia Penitenziaria che, con professionalità, attenzione e senso del dovere, hanno individuato la sostanza stupefacente nel corso di un normale servizio di controllo – sottolinea Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) -. È un risultato importante che conferma, ancora una volta, quanto siano indispensabili i controlli all’interno degli istituti penitenziari e quanto sia determinante l’impiego del personale cinofilo”. Per Capece, “il ritrovamento dell’hashish all’interno di un contenitore destinato agli alimenti dimostra che i tentativi di introdurre o far circolare droga negli istituti possono avvenire attraverso modalità diverse e difficili da individuare. Per questo non bisogna mai abbassare la guardia”. “Il personale della Polizia Penitenziaria continua a garantire quotidianamente sicurezza e legalità nonostante le difficoltà operative e le carenze di organico – aggiunge il segretario generale del SAPPE -. Occorre però che alla professionalità degli agenti corrispondano strumenti, uomini e mezzi adeguati. I controlli antidroga devono essere potenziati e il personale deve poter disporre di tutte le tecnologie necessarie per contrastare efficacemente l’ingresso e la circolazione di sostanze stupefacenti”.
Sulla vicenda interviene anche Vicente Santilli, segretario SAPPE per il Piemonte: “Ci congratuliamo con i colleghi della Casa Circondariale di Torino per l’ottimo risultato conseguito. Il rinvenimento dimostra l’efficacia dell’attività di controllo e l’importanza della collaborazione tra Polizia Penitenziaria e unità cinofile”. “Ma non possiamo limitarci a registrare il risultato – prosegue Santilli -. La presenza di droga all’interno di un carcere rappresenta un problema serio per la sicurezza dell’istituto e può alimentare tensioni e criticità nella gestione della popolazione detenuta. Servono controlli più incisivi, organici adeguati e strumenti moderni. Non è accettabile che la sicurezza degli istituti penitenziari continui a dipendere esclusivamente dalla professionalità e dal sacrificio degli agenti”.
Il SAPPE torna quindi a chiedere “interventi urgenti per rafforzare la sicurezza delle carceri piemontesi, potenziando gli organici della Polizia Penitenziaria e dotando gli istituti di strumenti e tecnologie adeguati al contrasto dell’introduzione e della circolazione di sostanze stupefacenti”. “Agli agenti che hanno effettuato il controllo – conclude Capece – va il nostro sincero ringraziamento. Il loro lavoro dimostra concretamente che la Polizia Penitenziaria è un presidio fondamentale di sicurezza e legalità”.














