Il paletto era stato pensato per regolare l'accesso e mettere un freno a una situazione diventata problematica. Ma alla prova dei fatti non ha risolto il problema. Più volte è stato vandalizzato o manomesso e oggi, davanti alla richiesta di trovare una nuova soluzione per impedire la sosta selvaggia e gli accessi indesiderati in via Rossetti, la domanda è sempre la stessa: vale la pena rimetterlo oppure bisogna cambiare strategia?.
È il tema emerso in commissione Ambiente in Circoscrizione 6, dove si è tornati a discutere delle condizioni dell'area che conduce verso il parco della Confluenza, in un punto particolarmente delicato anche per la presenza della futura trasformazione dell'ex Manifattura Tabacchi.
L'ipotesi iniziale era quella di regolamentare l'accesso attraverso un paletto. I tecnici comunali avevano individuato questa soluzione pensando di riuscire così a contenere il problema. Ma gli episodi di vandalismo e i tentativi di manomissione hanno dimostrato che il dispositivo, da solo, non è bastato.
"Lungo la discesa non si può parcheggiare"
Un altro elemento sul tavolo riguarda la cartellonistica. L'idea è quella di lavorare innanzitutto sulla segnaletica verticale, rendendo più chiaro il divieto di parcheggio lungo la discesa che porta al parco.
Un intervento apparentemente semplice, ma che si inserisce in una situazione più complessa. In passato, infatti, la chiusura di quell'accesso aveva creato difficoltà anche a un privato, tanto che oggi l'amministrazione guarda con cautela alla possibilità di una chiusura definitiva. La questione non è quindi soltanto quella di impedire la sosta a chi scarica illegalmente: bisogna anche garantire il passaggio e l'accesso ai privati che nella zona ci lavorano.
Sbarra o New Jersey
Le alternative sul tavolo non mancano. Città e Circoscrizione 6 starebbero valutando altre opzioni: una sbarra oppure delle barriere tipo New Jersey. Ma non all'agolo con via Salgari, bensì nel punto più a valle dove in passato si verificavano anche episodi di sversamento. Evitando invece di bloccare l'accesso nella parte alta della strada.
Un'idea da valutare con un sopralluogo a ottobre, come ha precisato - rendendosi disponibile - l'assessore comunale Chiara Foglietta. "La chiusura definitiva non si può fare - ha precisato l'assessore -. Abbiamo la necessità di garantire comunque il traffico e gli accessi".
In attesa di decidere sulla barriera fisica, c'è però una misura che potrebbe essere attivata subito: i controlli contro le auto parcheggiate in malasosta. "Solleciteremo l'assessorato alla Sicurezza affinché venga aumentata l'attenzione da parte della Polizia Locale, soprattutto nei momenti in cui la presenza delle auto crea maggiori problemi". Facendo un passaggio anche su quello che sarà il domani. "Bisognerà anche fare i conti con i cantieri legati alla Manifattura che, volente o nolente, incideranno anche sulle aree limitrofe".
Zaccaro: "Necessario intervenire"
A spingere per un nuovo tentativo è la coordinatrice all'Ambiente della Circoscrizione 6, Giulia Zaccaro. "Se le prime soluzioni non hanno portato il risultato sperato - conclude Zaccaro -, è necessario studiare alternative. Sicuramente con un sopralluogo in loco si potranno coniugare i bisogni delle aziende con quelli del territorio". Dello stesso avviso la coordinatrice alla Sanità della 6, Monica Brega. "Più volte il parco e il laghetto sono finiti nel mirino degli incivili. Una situazione che non si può pensare di risolvere semplicemente con delle rimozioni da parte di Amiat".














