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Attualità | 05 ottobre 2026, 08:19

Lanzo, intitolate due vie ai comandanti partigiani Natale Rolando e Mario Foieri e al medico Erasmo Pieri

Accanto alle nuove targhe c’erano i figli, i nipoti, le associazioni, le istituzioni e i cittadini

Accanto alle nuove targhe c’erano i figli, i nipoti, le associazioni, le istituzioni e i cittadini. Generazioni diverse riunite attorno a tre figure che hanno attraversato uno dei passaggi più difficili della storia del Paese e che oggi tornano al centro di un racconto capace di parlare anche ai più giovani. La Città di Lanzo ha intitolato due vie a Natale Rolando, Mario Foieri ed Erasmo Pieri, protagonisti, con ruoli differenti, della lotta di Liberazione nelle Valli.

La cerimonia, organizzata nella mattinata di sabato 3 ottobre insieme al centro di documentazione di storia contemporanea e della Resistenza nelle Valli di Lanzo “Nicola Grosa” e alla sezione Anpi di Lanzo, si è aperta al Teatro Don Flecchia. A portare una testimonianza diretta sono stati Anna, figlia di Mario Foieri; Massimo Rolando, nipote di Natale; e il dottor Francesco Pieri, figlio di Erasmo. Parole che hanno affiancato al racconto storico una dimensione più personale, fatta di ricordi tramandati, legami e vicende custodite nel tempo. «Questi uomini hanno affrontato decisioni difficili e forti in un periodo particolarmente complesso. Non agirono pensando soltanto a se stessi - ha sottolineato il sindaco Fabrizio Vottero - ma alle proprie famiglie e alle persone che avevano accanto. Misero a disposizione tempo, capacità e, nel caso del dottor Pieri, competenze professionali, arrivando anche a rischiare la propria incolumità. È un messaggio che vorrei arrivasse soprattutto ai ragazzi: ciascuno di noi possiede talenti e conoscenze, e una parte del loro valore sta nel saperli mettere al servizio degli altri. Mi fa particolarmente piacere vedere qui anche le generazioni più giovani delle loro famiglie, perché significa che questo patrimonio continua a essere trasmesso». A spiegare il significato dell’iniziativa è stata Anna Nepote, presidente del centro “Nicola Grosa”, ricordando come la proposta sia maturata durante le celebrazioni per l’80° anniversario della Liberazione. «A noi sarebbe piaciuto intitolare uno spazio pubblico quotidiano a tutti i partigiani lanzesi, perché ciascuno di loro ebbe il coraggio di fare una scelta e rischiò, se non perse, la vita. Un nome, però, rende la memoria più concreta: può suscitare interesse, far partire una ricerca e, dalla vicenda di un uomo, portare alla conoscenza di un intero periodo. Per noi Natale Rolando e Mario Foieri rappresentano anche tutti gli altri combattenti. Allo stesso modo il dottor Pieri, oltre al suo impegno come medico partigiano, richiama quella parte della popolazione senza il cui sostegno la Resistenza non sarebbe stata possibile». A seguire, Alessandro Finotti, componente del comitato scientifico del centro Grosa in rappresentanza di Istoreto, ha ripercorso i profili dei tre protagonisti. «Intitolare una strada non dovrebbe mai essere un’operazione neutra. Scegliere nomi precisi, persone in carne e ossa, significa creare un salutare “attrito della storia”: spingere chi passa da quei luoghi a fermarsi, chiedersi chi fossero e conoscere le vicende che hanno attraversato. La memoria non può essere un cassetto da aprire soltanto durante le cerimonie, ma deve restare qualcosa di vivo, capace di interrogare il presente e parlare alla cittadinanza».

Il viale che collega via Vittime dei Lager Nazisti a via Tesso porta ora i nomi di Natale Rolando e Mario Foieri. Rolando, “Rolandino”, fu comandante della XIX Brigata Garibaldi “Eusebio Giambone” e successivamente della 103ª Brigata Nannetti; la sua abitazione, la “Cà d’Rolandin”, divenne uno dei primi centri operativi della zona. Foieri aderì alle forze di Liberazione nel 1943, guidò il distaccamento di bassa valle e ricoprì in seguito incarichi di comando nella XIX Brigata e nella 1ª Divisione “Leo Lanfranco”. La strada tra via Monte Angiolino e Regione Cates è stata invece dedicata al dottor Erasmo Pieri, medico civile e militare, parte della XX Brigata Garibaldi e capo del servizio sanitario nelle Valli di Lanzo tra l’ottobre 1944 e il giugno 1945. Al termine della guerra proseguì la propria attività sul territorio, dove operò a lungo anche all’ospedale Mauriziano.  L’intitolazione si inserisce inoltre in un percorso che nel corso degli anni ha lasciato nella geografia cittadina diversi richiami al Novecento e alla Liberazione: via della Libertà, viale Vittime dei Lager Nazisti, via Perucca, la palestra Sandro Pertini e la pietra d’inciampo sono alcuni dei segni già presenti. «Il nostro grazie va al centro Grosa, all’Anpi, alle associazioni che hanno partecipato e soprattutto ai familiari. Da oggi chi passerà lungo queste strade potrà leggere quei nomi e magari domandarsi chi fossero Natale Rolando, Mario Foieri ed Erasmo Pieri. È anche questo il senso del gesto: fare in modo che il loro esempio non resti confinato nei libri o nelle commemorazioni, ma continui a incontrare le persone», ha aggiunto Vottero. 

E da oggi, passando per quelle strade, quei nomi continueranno a raccontare una pagina importante della storia di Lanzo, delle Valli e dell’intero Paese.


 

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