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Cronaca | 05 ottobre 2026, 19:00

Picchiano, minacciano e strappano le fedi a due 80enni: traditi dalle impronte i "pendolari del crimine

Operazione all'alba nel Torinese a un anno dall'incubo di Serravalle: quattro giovani in carcere grazie alle indagini scientifiche sul DNA. Caccia agli ultimi due complici

Picchiano, minacciano e strappano le fedi a due 80enni: traditi dalle impronte i "pendolari del crimine

​Partiva dalla provincia di Torino la banda di "pendolari del crimine" che un anno fa ha devastato la vita di due anziani coniugi nel Ferrarese: all'alba di oggi i Carabinieri hanno arrestato quattro dei responsabili, rintracciati proprio nel Torinese al termine di un'articolata operazione d'indagine.

​I fatti si sono consumati nella notte del 5 ottobre 2025 a Serravalle, esattamente un anno fa, in una frazione isolata del comune di Riva del Po. Un gruppo di malviventi a volto coperto ha fatto irruzione nella casa di una coppia di ottantenni sorpresi nel sonno. Dopo averli immobilizzati con del nastro adesivo, i rapinatori li hanno percossi e minacciati con un coltello per farsi consegnare contanti e gioielli, arrivando a strappare loro persino le fedi nuziali dalle dita per poi fuggire, lasciando gli anziani con traumi e lesioni gravissime.

​La prima svolta è arrivata poco dopo, quando una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Copparo ha intercettato un'auto sospetta. Durante l'inseguimento, i fuggiaschi sono stati costretti ad abbandonare il mezzo a causa di un'interruzione stradale e a scappare a piedi nei campi. Da lì, il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Ferrara ha ricostruito gli spostamenti della banda incrociando i dati del localizzatore GPS del veicolo, risultato a noleggio, con le immagini della videosorveglianza autostradale e i tabulati telefonici e telematici.

​Determinanti si sono rivelate le analisi del R.I.S. di Parma sui reperti sequestrati nell'abitazione e a bordo dell'auto abbandonata. Gli accertamenti genetici e dattiloscopici hanno isolato il DNA e le impronte degli indagati, individuati sul nastro adesivo, sugli indumenti da lavoro usati per la rapina e su vari oggetti personali presenti nel veicolo. Le indagini hanno inoltre permesso di rintracciare la base logistica utilizzata dal gruppo per pianificare il colpo, identificando anche un sesto componente domiciliato saltuariamente nella provincia di Ferrara.

​L'impianto probatorio raccolto dalla Procura di Ferrara ha spinto il Giudice per le Indagini Preliminari a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per tutti e sei i membri della banda, giovani tra i venti e i ventisette anni domiciliati in Piemonte, per i reati in concorso di rapina pluriaggravata e lesioni personali di rilevante gravità.

​Nella mattinata odierna, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ferrara e della Compagnia di Copparo, supportati dal Comando Provinciale di Torino, hanno rintracciato quattro degli indagati in territorio torinese, trasferendoli nelle Case Circondariali di Torino e Ivrea a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Daniele Caponnetto

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