I primi cittadini della cintura ovest, gli esponenti di numerose forze politiche, i sindacati, ma anche tanti semplici cittadini. In tanti hanno preso parte nel pomeriggio di oggi, sabato 10 ottobre, alla manifestazione "Uniti per la metro – insieme per sbloccare i cantieri", promossa dalle Città di Collegno, Grugliasco e Rivoli per chiedere la ripresa dei lavori del prolungamento della Linea 1 della Metropolitana.
La voce dei sindaci del territorio
Il corteo è partito alle 14.30 dalla piazza del mercato Santa Maria a Collegno, per percorrere tutto corso Francia e concludersi ai giardini Falcone di Rivoli. "Da circa 7 anni conviviamo con disagi, viabilità bloccata e attività economiche in difficoltà: una situazione che non possiamo più accettare", ha dichiarato il primo cittadino di Rivoli Alessandro Errigo, parlando anche a nome dei colleghi Emanuele Gaito (Grugliasco) e Matteo Cavallone (Collegno). "Oggi chiediamo risorse certe e la nomina di un Commissario con poteri speciali per evitare nuovi stalli e restituire finalmente vivibilità ai nostri quartieri. La Metropolitana è il motore della nostra comunità, il simbolo di una mobilità sostenibile e di una visione di futuro condivisa. Questa è un'opera che non ha colore politico, che unisce tutti sotto un unico bisogno".
Le richieste dei sindacati
Alla marcia ha preso parte anche una delegazione della Cisl Torino Canavese, con le sue federazioni di zona. “Il prolungamento rappresenta uno snodo strategico per il futuro del territorio – ha dichiarato Sabatino Basile, responsabile di zona Torino Nord Ovest della Cisl Torino-Canavese - E' fondamentale ed urgente istituire un tavolo permanente di confronto tra istituzioni territoriali e regionali e Infra.To, con l'obiettivo di affrontare le criticità esistenti, superare l'attuale fase di stallo e garantire la ripresa dei lavori”. Per Basile “il rallentamento dei cantieri non rappresenta soltanto un problema infrastrutturale, ma produce conseguenze concrete sul piano occupazionale ed economico. È necessario tutelare le maestranze coinvolte, garantire continuità lavorativa e trasformare il completamento dell'opera in un'occasione di sviluppo e di rilancio per tutto il quadrante Nord-Ovest. Completare l'infrastruttura significa anche dare risposte concrete ai residenti e alle attività economiche che da tempo convivono con i disagi legati ai cantieri”.
"Siamo scesi in piazza – dichiara Giuseppe Fiorenza, segretario della FenealUil Piemonte – per chiedere di terminare un’opera che riteniamo strategica per l’area metropolitana torinese, sia per la cittadinanza che per le imprese. Il blocco del cantiere – prosegue il dirigente degli edili della Uil – è un danno enorme per chi vive e lavora nella zona degli scavi, ma anche per i tanti lavoratori che sono stati mandati a casa. In un momento di grande difficoltà per l’economia e per l’occupazione, chiediamo che il cantiere riparta prima possibile, in piena sicurezza, tutelando le maestranze e favorendo il rilancio del territorio".
"Sulla Metropolitana, non è più il tempo delle attese. È inaccettabile che dopo sette anni cittadini, imprese e commercianti debbano convivere ancora con un cantiere che rischia di protrarsi ancora a lungo". Lo ha dichiarato Marco Secci, della segreteria regionale UIL, durante il suo intervento al termine della manifestazione di oggi 'Uniti per la Metro'.
"La crisi di un'azienda non deve diventare una crisi occupazionale e territoriale - sottolinea Secci - chi ha lavorato deve essere pagato, chi ha perso il posto deve avere garanzie e prospettive, la ripartenza deve assicurare continuità occupazionale, diritti, sicurezza e qualità del lavoro. Non siamo qui contro qualcuno, ma per il territorio, per il lavoro e per completare la Metropolitana", ha concluso il segretario Uil, chiedendo "risorse, tempi certi, garanzie occupazionali e una data credibile per la ripartenza".
M5S: "Servono risorse certe subito"
Alla marcia ha preso parte anche una delegazione del M5S, composta da Sarah Disabato (capogruppo in Consiglio regionale), la senatrice Elisa Pirro, il deputato Antonino Iaria e la consigliere comunale di Torino Valentina Sganga. "La crisi di ICI e la risoluzione dei contratti hanno bloccato un’infrastruttura già largamente realizzata. Servono risorse, un nuovo affidamento e tempi certi per completare opere e impianti, garantire treni sufficienti e riaprire rapidamente i cantieri".
"I ritardi pesano su residenti, lavoratori e commercianti. Su corso Francia le attività convivono da anni con transenne, accessi difficili e meno parcheggi, mentre gli incassi diminuiscono. La Regione, grazie al M5S, aveva destinato 500 mila euro ai ristori: chiediamo nuovi sostegni adeguati, la riduzione dei disagi e la tutela dei lavoratori. La Giunta Cirio e il Governo devono indicare risorse e tempi concreti: non bastano rassicurazioni", hanno chiesto gli esponenti pentastellati. "Mentre si finanziano TAV e grandi opere che contestiamo, la metropolitana e i trasporti quotidiani restano incompiuti. Le risorse pubbliche devono andare dove servono davvero: la Metro 1 va completata. Salvini dov’è? Il Governo dia risposte concrete e completi un’infrastruttura fondamentale".
AVS: "Non devono pagare i territori le colpe del Governo"
"Il fallimento di ICI non è colpa di Collegno, Grugliasco o Rivoli. È colpa di un Governo che guarda altrove da anni mentre un'opera da 200 milioni rischia di fermarsi a lavori quasi ultimati. Oggi siamo in corteo con i Sindaci, con le cittadine e i cittadini che mangiano polvere da 8 anni, con chi ha perso il posto di lavoro perché la Metro 1 è ancora ferma": lo dichiarano Marco Grimaldi, deputato, e Alice Ravinale, consigliera regionale, Alleanza Verdi e Sinistra, che hanno partecipato oggi al corteo istituzionale "Uniti per la Metro".
"È dal 2023 che denunciamo il buco: per due anni sono mancati 26 milioni per chiudere il cantiere. Alla fine li ha messi il Comune di Torino, con i risparmi della tratta Lingotto-Bengasi, dopo anni di silenzio del gira sagre Salvini. Oggi servono 70 milioni per finire l'opera - come dicono i Comuni e InfraTo - e ancora mancano 120 milioni per comprare i treni. Intanto il Governo imperterrito va avanti sul TAV Torino-Lione, nonostante i dubbi sui finanziamenti europei e francesi e gli ostacoli tecnici sul tunnel rivelati da Le Monde - concludono Grimaldi e Ravinale - Noi siamo pronti a ogni sforzo unitario per sbloccarla, ma l'assenza di Regione e Governo e dei partiti di maggioranza oggi fa più rumore delle voci di questa bella marcia. Più treni, meno benzina".
I due esponenti rossoverdi hanno partecipato alla manifestazione con una nutrita delegazione, composta dal segretario provinciale di Sinistra Italiana Alberto Re e dai co-portavoce provinciali di Europa Verde Erica Bevilacqua e Vito Rosiello, dalla consigliera regionale Valentina Cera, dagli assessori all'ambiente di Collegno e Rivoli, Roberto Bacchin e Angelo Tribolo, dai consiglieri comunali di Collegno e Rivoli, con il presidente del Consiglio comunale di Collegno Enrico Manfredi, dal consigliere comunale di Torino Emanuele Busconi.


















