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Attualità | 01 novembre 2026, 08:32

Nella lotta dei Sem Terra in Brasile la missione pinerolese di don Marabotto diventa collaborazione con Unito

La docente universitaria torinese Elisa Bignante si è aggregata al viaggio della scorsa estate e ora si punta a sviluppare lo scambio con gli studenti

Bignante, a sinistra, a Banzaê

Bignante, a sinistra, a Banzaê

“Tornassi indietro, combatterei come ho fatto in passato, a costo di rischiare la vita” è quello che si è sentita ripetere Elisa Bignante dai contadini Sem Terra nel viaggio la missione pinerolese di don Bruno Marabotto e dei volontari dell’Oratorio San Domenico di Pinerolo nello Stato di Bahia, in Brasile. Professoressa torinese di Geografia Economico-Politica nel Dipartimento di Culture, Politiche e Società, è venuta a contatto con questa realtà grazie alla proiezione del documentario ‘Raízes Sem Terra’ all’Università di Torino, girato tra luglio e agosto 2025 da 4 ragazzi del Pinerolese, Alessia Morat, Fabio Rotondo, Francesco Ballarini e Francesco Saretto, all’interno del progetto Raízes.

Trasmesso in anteprima lo scorso gennaio a Pinerolo, il documentario è uscito in streaming il 24 settembre sulla piattaforma OpenDDB (Distribuzione Del Basso) ed è reperibile a questo link. lo stesso giorno è stato proiettato al Campus Einaudi. Ma non era una prima visione per l’Università di Torino.

“In primavera Rotondo ha presentato il documentario ai nostri studenti magistrali, tra cui quelli frequentanti il corso Area and Global Studies for International Cooperation – spiega Bignante –. È stato un momento prezioso: oltre alla proiezione del documentario abbiamo avuto modo di discutere su temi diversi, cambiamento climatico, lotta alla terra, trasformazione dei modelli agricoli, l’ingiustizia sociale e il ruolo della cooperazione internazionale in quello”.

Nel documentario è venuta fuori la figura di don Bruno e del viaggio che ogni anno viene organizzato. “Mi sono aggregata un po’ all’ultimo e sono stata in Brasile per 10 giorni tra fine luglio e inizio agosto, mentre gli altri volontari si sono fermati tre settimane”.

Le comunità di contadini in Brasile

Bignante ha potuto visitare ogni giorno una diversa comunità di contadini Sem Terra, in varie fasi, più o meno avanzate, del processo di richiesta delle terre. “Sono stati giorni estremamente interessanti: io mi occupo di geografie indigene e grazie e suor Angelina che lavora da tantissimi anni con la comunità kiriri, ho potuto passare una giornata con loro a Banzaê e approfondire dinamiche legate alla storia e integrazione. Mi ha molto colpito il loro modello di gestione del territorio: le terre riassegnate ai kiriri sono curate in maniera sostenibile e quell’area, anche se guardiamo semplicemente da Google Earth, è molto più verde della parte intorno”.

Le visite alle comunità iniziavano con un momento di canto e riflessione. “C’era anche una preghiera estremamente di carattere politico, in particolare in questo momento per la vittoria di Lula alle elezioni, perché questo vuol dire per loro sperare nella conclusione di processi di assegnazione delle terre che durano da 20 o 30 anni”.

Proprio la forza e tenacia nella lotta è ciò che ha colpito maggiormente Bignante. “Tutti mi dicevano che non rimpiangevano nulla e avrebbero rifatto tutto nello stesso modo, anche a costo della vita. Perché questo significa per loro lasciare la terra ai propri figli. Altrimenti lavorando la terra di qualcun altro, a cui rimane il 50 percento di quello che coltivano, non riescono a sostenere il proprio nucleo famigliare. La missione da Pinerolo è riuscita a creare uno strumento di continuità e stabilità nel dare supporto”.

Un’educazione per tutti

Don Bruno e i volontari hanno messo in atto il modello scolastico Unesco dell’Efa – Education for All: “I figli dei contadini seguono le lezioni nella comunità per 15 giorni, mangiano e dormono lì e poi tornano a casa per poter lavorare: si formano per tornare con idee e strumenti di coltivazione sostenibile, come la permacoltura, nei propri villaggi”. In questo modo si può coniugare l’accesso all’istruzione alle necessità reali in ambito lavorativo.

Una collaborazione nascente

“Nel nostro corso di studi c’è un percorso formativo sull’America Latina e dalla proiezione del documentario c’è stato molto interesse da parte dei nostri studenti. Quando poi ci siamo incontrati con don Bruno prima della partenza abbiamo iniziato a pensare a come potesse essere utile questo scambio”.

È stata sottolineata l’importanza di avere studenti che per tirocinio o ricerca avessero possibilità di accedere al progetto, approfondire delle tematiche e contribuire in ambito agronomico, geografico o politico-sociale. “Sarebbe uno scambio arricchente nelle due direzioni: da un lato studenti e studentesse danno il loro contributo alla missione con le proprie conoscenze per sviluppare modelli e studiare progressi, dall’altro si dà loro la possibilità di ricerca sul campo”.

Gli strumenti concreti che metterebbero in campo questa possibilità sono due: il Bando Erasmus Traineeship che mette a disposizione 2 mesi di tirocinio all’estero, o il Bando Tesi all’estero. “Stiamo cercando di attivare una scadenza a breve per poter avviare la collaborazione il prima possibile”.

Sabina Comba

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