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Attualità | 05 novembre 2026, 11:30

Asti apre un magazzino solidale per i migranti in transito sulla rotta alpina: un aiuto concreto per il presidio di Oulx

Al Circolo Nosenzo un punto di raccolta di abbigliamento e materiali destinati a chi affronta il passaggio verso la Francia. Paolo Odorizio: "Servono nuovi volontari e una rete sempre più ampia". Il magazzino sarà aperto ogni giovedì dalle 17 alle 19

Asti rafforza il proprio impegno nella rete di solidarietà che sostiene i migranti in transito lungo la rotta transalpina. Al Circolo Nosenzo nasce un nuovo magazzino solidale, uno spazio destinato alla raccolta di vestiti, materiali e generi di prima necessità da portare al presidio di Oulx, dove da tempo opera una rete di associazioni e volontari impegnati nell'assistenza alle persone che tentano di raggiungere la Francia attraversando le Alpi.

L'iniziativa è stata presentata durante una conferenza stampa al Circolo Nosenzo, alla presenza di Paolo Odorizio, che ha ricostruito la situazione al confine e illustrato le necessità di una macchina solidale che, nonostante la chiusura del Rifugio Fraternità Massi, continua a garantire assistenza a centinaia di persone.

Dopo la chiusura del Rifugio Massi, la rete non si è fermata

Il passaggio di Oulx è diventato negli anni una delle principali vie percorse da chi, dopo aver attraversato l'Italia, cerca di raggiungere la Francia e proseguire verso altri Paesi europei. Un percorso difficile, che interessa ogni anno migliaia di persone e che spesso viene affrontato in condizioni fisiche e materiali estremamente precarie.

Per lungo tempo un punto di riferimento è stato il Rifugio Fraternità Massi, chiuso dal primo settembre. La cessazione dell'attività della struttura, tuttavia, non ha interrotto l'assistenza. La rete informale di Sentieri Solidali, oggi diventata associazione, ha continuato a operare insieme a numerose realtà del territorio e a volontari provenienti anche da altre regioni italiane.

Accanto a questa attività, la Croce Rossa garantisce l'accoglienza notturna attraverso un campo aperto dalle 20.30 alle 8 del mattino. Un servizio che assicura un riparo durante la notte, mentre durante il giorno sono i volontari a occuparsi della distribuzione di vestiti, cibo, acqua e altri beni indispensabili.

"Da quando il rifugio ha chiuso non è cambiato niente come afflusso di migranti", ha spiegato Odorizio. Negli ultimi tempi si sono registrate anche giornate con un centinaio di persone in transito. La stima complessiva è di circa 15 mila passaggi all'anno, con una media che può raggiungere le 30 persone al giorno e punte decisamente superiori.

Un presidio che ha bisogno di sostegno

Il presidio di Oulx si trova nell'area accanto alla stazione ferroviaria, in uno spazio messo a disposizione per l'accoglienza. Attualmente è composto da quattro container riscaldati, ai quali si sta affiancando una struttura più grande e accogliente, destinata a ospitare durante il giorno una cinquantina di persone.

La presenza dei volontari resta però fondamentale. Sono circa 250 quelli che ruotano attorno all'organizzazione, ma per garantire una copertura adeguata durante tutta la giornata servono almeno 10-15 persone per turno.

La rete comprende Sentieri Solidali, la Diaconia Valdese, che offre supporto legale e informazioni sui diritti, Passi Solidali, con una componente di medici impegnati nell'assistenza sanitaria, e numerose altre realtà associative. Un sistema di collaborazione che nel tempo ha assunto una dimensione nazionale, coinvolgendo anche gruppi di studenti e volontari provenienti da diverse parti d'Italia.

Il nuovo magazzino al Circolo Nosenzo: cosa serve

È in questo contesto che si inserisce il nuovo spazio astigiano, pensato per diventare un punto di riferimento per la raccolta e la gestione dei materiali destinati al presidio.

Il magazzino sarà aperto al pubblico ogni giovedì dalle 17 alle 19, dalla prossima settimana. Non ci sarà un responsabile fisso: la gestione sarà affidata ai volontari presenti, che registreranno in un apposito quaderno i materiali in entrata e quelli destinati a essere portati a Oulx.

Tra le necessità più urgenti ci sono soprattutto indumenti adatti ad affrontare il freddo e il percorso in montagna. Servono giacche pesanti da uomo o unisex, guanti, berretti, cappellini invernali, cinture e calze pesanti. Sono particolarmente utili anche i maglioni in pile, preferibili a quelli di lana perché più adatti a essere utilizzati durante il cammino.

Un'altra richiesta riguarda gli zainetti, un oggetto apparentemente semplice ma importante per persone che spesso portano con sé tutti i propri averi in una busta di plastica. Avere uno zaino significa poter conservare e trasportare con maggiore dignità i propri effetti personali.

Servono inoltre bottiglie di plastica vuote e non schiacciate, che vengono consegnate ai migranti per avere una riserva d'acqua durante il tragitto verso la frontiera. Per quanto riguarda le scarpe, al momento il presidio dispone già di una buona fornitura.

È possibile contribuire anche con generi alimentari, concordando preventivamente la consegna con i volontari. Le donazioni dovranno tenere conto delle abitudini alimentari delle persone accolte, in gran parte di fede musulmana.

Prevenire i rischi del viaggio

Il lavoro dei volontari non si limita alla distribuzione dei beni. Una parte importante dell'attività consiste nell'informare le persone sui rischi del percorso montano, spesso affrontato senza un'adeguata preparazione e con abbigliamento non adatto alle condizioni climatiche.

Il tratto da attraversare è di circa 15 chilometri, attraverso piste da sci e sentieri di montagna. Una distanza che può sembrare contenuta, ma che diventa particolarmente impegnativa per chi arriva dopo aver affrontato viaggi lunghissimi, talvolta segnati da violenze e torture.

Odorizio ha ricordato anche la collaborazione con le realtà solidali francesi, che operano sul versante opposto della frontiera. In particolare, quanto viene consegnato in Italia può essere recuperato e riutilizzato dai volontari francesi quando i migranti raggiungono l'altra parte del percorso. Una forma di scambio che permette di recuperare materiali e rafforzare la collaborazione oltre confine.

Nuovi volontari, formazione gratuita il 9 novembre

Un altro obiettivo è allargare la partecipazione. Per diventare volontari non è necessario essere iscritti a un'associazione: è sufficiente conoscere la realtà del presidio e partecipare a un breve corso di formazione gratuito della durata di circa due ore, organizzato mensilmente al Centro Studi Sereno Regis di Torino.

Il prossimo appuntamento è previsto per il 9 novembre. Durante l'incontro vengono affrontati soprattutto i temi della tutela della privacy e delle modalità corrette di relazione con le persone migranti.

Dopo la formazione, chi desidera partecipare viene inserito nell'organizzazione dei turni e può comunicare la propria disponibilità. Non è richiesta una presenza minima: anche chi può dedicare soltanto qualche giornata al mese può offrire un contributo prezioso.

"Una legge superiore, quella del rispetto umano"

Durante la conferenza è intervenuto anche Piero Vercelli, che ha richiamato il significato più profondo dell'impegno solidale: "al di là delle leggi dello Stato, esiste una legge superiore, quella del rispetto umano". Un principio che rappresenta il fondamento dell'attività di chi sceglie di mettersi a disposizione delle persone in difficoltà.

Per Passi Solidali è intervenuta Laura De Luca, che ha ricordato il contributo dell'associazione alla rete di Oulx. Con la chiusura del Rifugio Massi, molte delle attività che prima venivano svolte all'interno della struttura non sono più possibili, ma resta attiva in particolare la componente sanitaria, con i medici impegnati nell'assistenza alle persone in transito.

Il nuovo magazzino astigiano vuole essere quindi qualcosa di più di un semplice luogo di raccolta. L'obiettivo è creare un punto di raccordo tra associazioni, cittadini e volontari, rafforzando una rete che già oggi mette insieme esperienze e competenze differenti.

Come ha sottolineato Odorizio, è importante che si continui a parlare di quanto accade al presidio di Oulx e che sempre più persone possano conoscere questa realtà e decidere di contribuire. Perché anche un paio di guanti, una giacca pesante o uno zainetto possono fare la differenza per chi si prepara ad affrontare la montagna.

Alessandro Franco - La Voce di Asti

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