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Eventi | 02 marzo 2017, 08:00

A Torino a marzo una mostra e una conferenza internazionale sui temi della violenza sulle donne

Dall’8 marzo al 2 aprile (inaugurazione 8 marzo, dalle ore 19), a Palazzo Barolo (Sale del Legnanino, Via Corte d’Appello 20, Torino) verrà allestita la mostra “Sei Case Fantastiche” - Installazione luminosa e fotografie a documentazione del percorso

A Torino a marzo una mostra e una conferenza internazionale sui temi della violenza sulle donne

 

A marzo 2017 la comunità terapeutica Fermata d’Autobus organizza a Torino, negli spazi di Palazzo Barolo e  InGenio Arte Contemporanea, due interessanti mostre e una conferenza internazionale sui lavori fatti all’interno della comunità e sui temi delicati della violenza sulle donne che hanno subito abusi e violenze e sui conseguenti gravi disturbi di personalità.

Gli eventi fanno parte della rassegna , una collaborazione fra la Città di Torino e l’Opera Barolo per la promozione di iniziative culturali e progetti di ricerca che abbiano al centro le arti intese come motore di cambiamento, crescita personale, salute pubblica e welfare sociale.

Dall’8 marzo al 2 aprile (inaugurazione 8 marzo, dalle ore 19), a Palazzo Barolo (Sale del Legnanino, Via Corte d’Appello 20, Torino) verrà allestita la mostra “Sei Case Fantastiche” - Installazione luminosa e fotografie a documentazione del percorso.

Il progetto nasce dalla convinzione che l'arte può essere strumento di cura, per chi la crea e per chi la completa, fruendola. Un canale prezioso di trasformazione sociale, strumento di acquisizione di consapevolezze individuali e collettive. Paola Risoli, artista ideatrice del progetto, accanto alla propria ricerca artistica individuale sviluppa da anni pratiche di “arte con le persone”, che danno vita a opere sociali collettive, in quella che l'artista stessa definisce e chiama ART WITH YOU, l'espressione di sé attraverso l'arte quale veicolo potente di costruzione e rispetto della dignità umana e autoconoscenza. Nello specifico della mostra l'artista ha lavorato con donne vittime di abusi e violenza della Comunità Fragole Celesti.

La Mostra è organizzata da Fermata d’Autobus Associazione Onlus con la collaborazione di Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus e Fondazione Fitzcarraldo.

 

Nella giornata dell’8 marzo, dalle 15 alle 20,  sempre a Palazzo Barolo si terrà la conferenza internazionale “Architettura di una violenza e ricostruzione emotiva”.  La conferenza vuole aprire una riflessione rispetto a situazioni di difficoltà e sofferenza che possono caratterizzare la vita di alcune donne, attraversando interi assi generazionali. Si approfondiranno, inoltre, il ruolo e gli strumenti multidisciplinari di chi prende in carico il tentativo di accoglienza e ricostruzione. Interverranno al dibattito autorevoli esperti del settore.

Dopo i saluti istituzionali e l’introduzione di Egle Demaria, è previsto l’intervento della psichiatra, Psicoterapeuta psicoanalitica Estela Welldon“Comprendere la violenza e l'abuso materno attraverso l'approccio transgenerazionale", moderato da Ann Sterling Farneti. Seguiranno le relazioni dei co-fondatori dell'”Institut en Santé Génésique”, Fréderique Martz e Pierre Foldes, "Nel cuore delle violenze, quando le donne conducono il dibattito", interventi moderati da Egle Demaria.

 

La mostra e la conferenza a Palazzo Barolo verranno anticipate il 3 marzo dall’inaugurazione a  InGenio Arte Contemporanea (Corso San Maurizio14/e – Torino) della mostra “Abusi. Testimonianze da una comunità terapeutica”, curata da Raffaela Carola Lorio e Francesco Sena.  Si tratta di opere di Arte Contemporanea realizzate dalle donne della Comunità Fragole Celesti e dai pazienti di Fermata d’Autobus durante gruppi di Arteterapia e Foto-arteterapia e attività di laboratorio curate da artisti.  Ai lavori sarà associato un video racconto dei percorsi e delle evoluzioni della loro realizzazione. La mostra rimarrà aperta fino al 28 marzo.

Fragole Celesti è una comunità terapeutica, che fa parte di Fermata d’Autobus, unica nel suo genere in Italia, che si occupa del trattamento esclusivo di donne fra i 18 e i 50 anni, con gravi disturbi di personalità, che hanno subito abusi e violenze. La comunità si propone come «contenitore terapeutico» vigilato, un luogo protetto dalle condizioni che hanno causato lo squilibrio psicologico e affettivo, in modo da favorire un percorso rieducativo che le affranchi dalla dipendenza.

 

c.s.

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