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Scuola e formazione | mercoledì 13 giugno 2018, 13:53

Non solo Politecnico, a Torino anche gli umanisti creano progresso

Dimostrare che i ricercatori umanistici non sono solo "topi da biblioteca" e che i loro lavori hanno delle ricadute pratiche: è questo l'obiettivo dell'Humanities in a day che si è svolto oggi a Palazzo Nuovo

Dimostrare che i ricercatori umanistici non sono solo "topi da biblioteca" e che i loro lavori hanno delle ricadute pratiche: è questo l'obiettivo dell'Humanities in a day che si è svolto oggi a Palazzo Nuovo.

Per tutto il giorno archeologici, storici, filosofi, semiologi, linguisti, pedagogisti e filologi dell'Ateneo hanno raccontato i propri progetti di ricerca attraverso poster scientifici, talk e visite guidate nei laboratori. Tra di loro Vanessa Zonzo e Laura Romano che, con la loro "Contact-zones", raccontano lo spazio urbano attraverso l'altro.

Il prototipo della loro applicazione permette infatti di esplorare l'area attorno Palazzo Nuovo attraverso contenuti artistici sonori e visivi capaci di fare scoprire un'altra realtà. Nell'Ecosistema sonoro di Matteo Martino i suoni interagiscono invece con i colori. 

"È un'iniziativa estremamente positiva"- ha commentato il Rettore Gianmaria Ajani, "perché dimostra la capacità della ricerca umanistica di aprirsi alle contaminazione tra varie discipline, in un paese che sta iniziando a capire che il nostro patrimonio culturale e umanistico può essere compreso e valorizzato grazie alla capacità delle università di fare comprendere quel che fanno".

I 4 Dipartimenti del Polo Scienze Umane (Filosofia e Scienze dell'Educazione, Lingue e Letterature Straniere e Culture Moderne, Studi Umanistici e Studi Storici) nel quinquennio 2013-2018 hanno ricavato oltre 12 milioni di euro di finanziamento.

Cinzia Gatti

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