Un investimento da oltre 3 milioni di euro per trasformare Mirafiori Sud in un grande laboratorio educativo diffuso. È questo l’orizzonte di “Mirafiori tutta un’altra storia – crescere talenti, costruire comunità”, progetto quadriennale che si inserisce nell’iniziativa nazionale “Organizziamo la speranza. Iniziativa per il cambiamento nelle aree socio-educative strategiche”, promossa da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, in collaborazione con Fondazione Mirafiori.
L’iniziativa coinvolge 15 città italiane, ognuna con una propria cabina di regia territoriale. L’obiettivo è chiaro: mettere l’educazione al centro nei quartieri considerati vulnerabili, sperimentando interventi multidimensionali capaci di produrre un cambiamento visibile e duraturo per bambini e adolescenti.
Oltre 2 milioni per riqualificare due spazi simbolo
A Mirafiori Sud il progetto si traduce in un investimento complessivo di circa 3 milioni di euro, con oltre 2 milioni destinati anche a interventi strutturali.
Il presidente della Circoscrizione 2, Luca Rolandi, parla di "un’opportunità importante, con un impegno di spesa molto consistente, che ci permette di intervenire su zone in difficoltà come la nostra con un progetto pluriennale sui temi della precarietà e dei ragazzi delle scuole".
Una parte dei fondi sarà utilizzata per la ristrutturazione del primo piano di via Candiolo 79 (ex locali dei servizi sociali) e della sala polivalente Pietro Nalli di via Negarville 30/2. Due luoghi destinati a diventare punti strategici per il territorio, con attività di doposcuola, cucina di comunità, laboratori e iniziative per la fascia 0-21 anni, compresi i ragazzi “messi alla prova”.
Una rete di 43 realtà per contrastare la povertà educativa
Sono 43 le realtà coinvolte nel progetto: enti del terzo settore, scuole, parrocchie, servizi sociali e associazioni del territorio. Tra queste la Città di Torino, la succursale del Birago, il Primo Levi, l’istituto Salvemini, il Centro di protagonismo giovanile, la Casa del Parco, Miraflores e il circolo Da Giau.
A sottolineare il valore sinergico anche Federico Raia, coordinatore al Patrimonio, e Giuseppe Genco, coordinatore al Sociale. "Accogliamo con grande speranza la notizia che oltre quaranta realtà del nostro territorio si sono unite per costruire un progetto condiviso che mette al centro l’inclusione sociale, il sostegno alle famiglie e la valorizzazione dei giovani di Mirafiori Sud".
I due spazi oggetto di riqualificazione - la Sala Nalli e i locali di via Candiolo - torneranno così a essere "luoghi vivi e accoglienti", presìdi educativi e sociali capaci di rispondere ai bisogni concreti della comunità.
Famiglie e giovani al centro
Il progetto punta a rafforzare l’alleanza educativa tra pubblico e privato sociale, mettendo al centro le famiglie come primi educatori. Sono previsti spazi dedicati a mamme e bambini da 0 a 6 anni, servizi di supporto e momenti di condivisione.
Grande attenzione anche ai giovani tra i 14 e i 18 anni, con doposcuola in rete, laboratori artistici, musicali e sportivi, percorsi di accompagnamento al lavoro e formazione alla leadership. L’obiettivo è renderli protagonisti attivi del cambiamento sociale.
L’inclusione rappresenta la dimensione trasversale del progetto: attenzione ai Bisogni Educativi Speciali, accoglienza delle diversità culturali e delle disabilità, educatori ponte tra scuola e territorio ed educazione di strada.
Un progetto sperimentale per cambiare la “scena educativa”
“Organizziamo la speranza” ha carattere sperimentale: per la prima volta in Italia si sceglie di investire in modo intensivo e coordinato per trasformare la scena educativa di territori segnati da vulnerabilità ed esclusione sociale.
L’obiettivo di lungo periodo è contribuire alla riduzione della povertà minorile, aumentare le opportunità socio-educative e favorire la mobilità sociale futura, garantendo ai ragazzi il pieno esercizio della cittadinanza.
Per Mirafiori Sud si tratta di una scommessa ambiziosa: investire in educazione, relazioni e spazi per costruire un quartiere più coeso, inclusivo e capace di generare nuove opportunità.







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