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Attualità | 12 agosto 2019, 19:15

Nel rifugio di Torino, cani e gatti in cerca di casa: “Adottateli d’estate: le ferie aiutano a conoscervi”

L’appello lanciato dall’assessore Unia per il canile di strada Cuorgné : “Non è una prigione. Vogliamo che i cittadini lo conoscano da vicino”

Nel rifugio di Torino, cani e gatti in cerca di casa: “Adottateli d’estate: le ferie aiutano a conoscervi”

Tim e Zaira sono due pastori tedeschi di dieci anni, con la stessa voglia di correre e giocare che hanno i cuccioli in tenera età. Una delle coppie d’oro più celebri e solide, nel Canile Rifugio di Torino. La gabbia la condividono anche Nello e Thor, due rottweiler cromaticamente opposti, marrone e nero l’uno, completamente scuro l’altro. Poi ci sono i pitbull Bella, Otello, Rupert, Wendy e Aisha, e la colonia di meticci che coprono tutte le lettere dell’alfabeto, dalla “a” di Alfredo alla “z” di Zeus. È la grande e abbaiante famiglia di strada Cuorgné 139, per un totale di 110 cani, cui si aggiungono i 50 ospiti del gattile attiguo, compresa una folta cucciolata in cerca di nuovi spazi da esplorare con la tipica e avventuriera curiosità felina.

Amici a quattro zampe da conoscere a tu per tu anche e soprattutto nel periodo vacanziero. Lo spiega bene Elena Guttaiano, responsabile del canile per il Comune di Torino: “L’estate è un buon momento per le adozioni, perché i nuovi padroni, quando sono in ferie, hanno la possibilità di trascorrere tanto tempo con gli animali. L’affido provvisorio dura trenta giorni: durante questa fase si valuta la compatibilità tra il cane o il gatto e la sua nuova famiglia, e se sorge qualche problema è possibile restituirlo. Ma le adozioni funzionano bene fin da subito se si crea un clima accogliente, che eviti più traumi possibili e stabilisca un legame di reciproca fiducia. I tempi di adattamento variano comunque molto a seconda dei casi”.

Prima dell’affido di un cane, la prassi prevede due incontri conoscitivi con il richiedente, per testarne stile di vita e reali intenzioni. Dopo il primo mese “di prova”, la proprietà passa direttamente alla nuova famiglia adottiva, cui il canile consegna l’intero “archivio clinico” dell’animale durante la sua permanenza al rifugio. “Così i nuovi proprietari possono contattarci per qualsiasi evenienza”, precisa Guttaiano.

Per il gatto, invece, l’adozione può scattare fin dal primo incontro, ma con qualche precauzione in più se si tratta di esemplari positivi alla Fiv o alla Felv: in questo caso, è sconsigliata la convivenza con altri felini in casa, se non vaccinati.

Al momento il rifugio di strada Cuorgné è al completo. Accoglie gli ospiti dopo il primo passaggio dal canile sanitario, e generalmente viaggia attorno ai 150 animali ogni anno. Il numero giusto per consentire le cure e attenzioni necessarie a ciascuno.

La maggior parte proviene dai ritrovamenti sul territorio. È ormai assente la casistica del tipico abbandono sul ciglio della strada, mentre una discreta percentuale è data dall’affidamento volontario di singoli cittadini che, per motivi di salute o di reddito, non possono più mantenere in casa gli animali. “Le cucciolate annue rallentano facilmente il nostro turn over – spiega ancora Guttaiano in merito alle scelte adottive –, perché molti, specie le famiglie con bambini appena nati, preferiscono un cane piccolo rispetto all’anziano, con l’idea che possa crescere assieme al figlio. Consigliamo, però, di optare almeno per un animale di un anno o due, già educato e meglio predisposto al contatto con le persone. Anche perché spesso i bambini non si comportano in modo rispettoso con i cuccioli”.

Tutti i giorni, associazioni e volontari si occupano della pulizia delle gabbie e fanno correre i cani nell’ampia area verde di sgambamento, rispettando le esigenze dei più adulti, dei diffidenti, dei giocherelloni, dei socievoli e dei timidi. “Stiamo cercando di modificare la percezione classica del canile come luogo triste, quasi di prigionia – commenta l’assessore all’ambiente Alberto Unia –. Qui non ci sono animali sfortunati, ma cani e gatti bellissimi che hanno bisogno del calore di una famiglia. Per di più chi li compra su internet o per interposta persona spesso non ha garanzie sulla loro condizione. Il canile è in assoluto il posto più sicuro, dove tutto viene certificato”.

Non solo rifugio, quindi, ma un luogo aperto, dove convogliare tante iniziative aggreganti per l’intera cittadinanza. Nell’ultimo anno, infatti, non sono mancati diversi momenti di incontro, divulgazione e dibattito nella sala convegni interna. Tra i prossimi appuntamenti in programma, una conferenza il 19 settembre sul tema “Alieni da compagnia”, organizzata da Life Asap (Alien Species Awareness Program) con l’Ufficio Tutela Animali del Comune di Torino, dedicata a tutte quelle specie animali che popolano l’ambiente urbano pur non essendo autoctone, minacciando la biodiversità. Come le tartarughe nei laghetti dei parchi torinesi, per cui quest’anno è stato lanciato un vero e proprio allarme.

Stiamo cercando di ampliare ancora di più i servizi – aggiunge Unia –, e la ricerca di nuovi volontari per il canile è sempre attiva”.

E conclude: “Vorremmo che questo posto diventasse una semplice fase di transizione per cani e gatti prima di una nuova vita in una casa vera”.

Manuela Marascio

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