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Attualità | 17 gennaio 2026, 07:15

Piazza Astengo crolla: sopralluogo tra intonaci che si staccano e porticati pericolanti

La Città vorrebbe creare un progetto per riqualificare l'area. Ma al momento mancano i fondi

Piazza Astengo, il grido delle associazioni: "Non vogliamo essere un ghetto"

Piazza Astengo, il grido delle associazioni: "Non vogliamo essere un ghetto"

Il cemento che si sfoglia dal soffitto del porticato, l’intonaco che cade a terra a piccoli pezzi, le superfici consumate dal tempo. È da qui che parte il sopralluogo in piazza Astengo, nel quartiere Falchera, dove residenti, associazioni e istituzioni si sono ritrovati per denunciare lo stato di degrado della piazza, del porticato e degli edifici circostanti.

Al civico 6 si trova uno stabile della Circoscrizione 6, dato in concessione annuale al Comitato per lo Sviluppo, punto di riferimento per decine di realtà associative del territorio. Ma le condizioni dell’area, tra tetti ammalorati e parti pericolanti, rendono sempre più urgente un intervento complessivo.

Il grido delle associazioni: "Non vogliamo essere un ghetto"

A raccontare anni di impegno e di richieste rimaste senza risposte è infatti Domenico Raso, il presidente del Comitato per lo Sviluppo: "Dal '98 siamo in questo quartiere per produrre energia e migliorare Falchera. Non vogliamo essere considerati un ghetto, perché qui convergono 27 associazioni di territorio che hanno collaboratori e lavorano per migliorare la zona. Sono anni che ripetiamo e chiediamo le stesse cose e oggi, ogni giorno, cade un pezzo nuovo tra tetto e porticato. Non vogliamo dare colpe dirette a nessuno, ma bisogna intervenire".

Eventi e socialità frenati dalle criticità strutturali

Tra le realtà coinvolte c’è anche l’associazione Da.Ma.Mar, che già opera a Falchera Nuova. Come spiega Mattia Novarese, l’obiettivo è estendere questa esperienza anche su questo lato del quartiere: "Abbiamo in concessione una ex scuola elementare in Falchera Nuova. Facciamo diversi servizi e vorremmo replicare questa realtà anche qui, con uno spazio rivolto a tutte e 27 le associazioni di territorio. Questa piazza è una zona su cui battiamo da tempo perché svolgiamo eventi ed è naturalmente dedicata a essere un luogo di festa, ma sempre con difficoltà strutturali che ora richiedono interventi".

Tra i problemi più urgenti segnalati dai residenti c’è l’impianto elettrico dell’anfiteatro al centro della piazza, oggi non adeguato e incapace di garantire il corretto funzionamento degli eventi o il collegamento delle strumentazioni audio.

Il Comune: "Serve un progetto non banale"

L’assessore al Verde Francesco Tresso ha parlato della necessità di una visione complessiva: "Essere qui in tanti significa voler realizzare un progetto trasversale e non voler abbandonare il quartiere. Riaprire l’anagrafe è stato un primo segnale, così come la rimozione di alcuni ruderi da parte del Comune. Ci sono però tanti tasselli da mettere insieme: dobbiamo riuscire a realizzare un investimento non banale che coinvolga tutti gli uffici competenti e pianificare un progetto magari graduale, ma che si evolverà nel tempo".

Dalla Città arriva anche il richiamo agli strumenti di coprogettazione, che vedono il Comune come partner delle realtà territoriali, con l’obiettivo di riempire progressivamente gli spazi oggi vuoti e rafforzare i servizi di prossimità.

"Non rattoppi, ma una prospettiva nuova"

Sulla stessa linea l’intervento dell'assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, che ha sottolineato come serva un cambio di passo: "Non ha molto senso rattoppare. Dobbiamo capire se la città riesce a fare un nuovo progetto, con un utilizzo di materiali diverso, per realizzare lavori più durevoli e non ripetere gli errori del passato. Dobbiamo lavorare insieme per capire se riusciamo a costruire un progetto nuovo per interventi che siano possibili da mettere a bilancio".

Il nodo delle risorse e gli errori del passato

Più articolata la riflessione dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, che ha richiamato la storia dell’area: "Il progetto di rifacimento della piazza, ambizioso alla fine degli anni '90, è uno di quei casi in cui si dimostra che fare la cosa giusta è difficile e si possono produrre cose che poi non funzionano. Ci fu un progetto partecipativo con grandi investimenti. Oggi siamo comunque in un luogo meraviglioso e ci saranno interventi come l’housing sociale, con appartamenti a prezzi calmierati, che sono elementi molto positivi per il territorio".

Mazzoleni ha però chiarito che le risorse generate da quel piano sono già state impegnate in altri interventi e che per piazza Astengo servirà un nuovo percorso: "Non dobbiamo riparare un errore, ma capire cosa è andato storto. Serve un pensiero organico per realizzare progetti e poi trovare i fondi per finanziarli".

Politica e Circoscrizione: "Una comunità viva"

Per il consigliere comunale Tony Ledda, il valore della piazza è prima di tutto sociale: "Questo luogo è importante per la comunità di Falchera. Qui si fanno attività e percorsi con le associazioni del territorio che organizzano eventi musicali e di socializzazione. Era importante organizzare questo sopralluogo perché c’è bisogno di una mano complessiva per riqualificare il porticato e la struttura attorno".

A chiudere il quadro è il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto, che ha ribadito il ruolo centrale della piazza: "Per la Circoscrizione è un luogo fondamentale, dove abbiamo fatto la festa di fine estate e altri progetti perché ci crediamo molto. C’è tanta energia da parte delle persone, ma abbiamo bisogno di supporto e che l’architettura dia una mano allo sviluppo del territorio".

Marco D’Agostino

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