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Politica | 23 ottobre 2019, 14:52

Muretti a secco e terrazzamenti, Uncem chiede alla Regione di individuare risorse per manutenzione e rifacimento

Servono circa 300mila euro. Il presidente Lido Riba: "Sarebbe un positivo segnale all'indomani dell'ennesima alluvione che ha colpito il Piemonte"

Muretti a secco e terrazzamenti, Uncem chiede alla Regione di individuare risorse per manutenzione e rifacimento

Uncem e i Sindaci dei Comuni montani chiedono alla Regione Piemonte di individuare nel Programma di Sviluppo rurale 300mila euro per il ripristino e la manutenzione dei muretti a secco.

Le piogge degli ultimi giorni hanno messo in crisi i territori proprio perché non vi è più stata la manutenzione dei terrazzamenti, dei muri in pietra, delle strutture fondamentali nella tenuta dei versanti. Il loro crollo non permette di trattenere e drenare le acque superficiali in maniera adeguata, oltre a rendere inutilizzabili i terreni in pendenza.

"I muretti a secco - spiega Lido Riba, Presidente Uncem Piemonte - costituiscono infrastrutture diffuse e fondamentali per la gestione di attività agricole produttive e per la sicurezza ambientale in vastissime aree collinari e montane del Piemonte. Ll’agricoltura, dagli olivi ai castagni, ai noccioleti, e la viticoltura in particolare, si svolgono su terrazzamenti secolari la cui stabilità richiede costante monitoraggio e manutenzione da realizzare da parte di coltivatori ed Enti locali".  

L'arte dei muretti a secco è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Unsco da parte del Comitato per la salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, riunito il 26 novembre 2018 a Port Louis, nelle isole Mauritius. L'iscrizione è comune a otto paesi europei - Cipro, Croazia, Francia, Grecia, Italia, Slovenia, Spagna e Svizzera. L'Unesco evidenzia che "l’arte dei muretti a secco" consiste nel "costruire sistemando le pietre una sopra l’altra, senza usare altri materiali se non, in alcuni casi, la terra asciutta. Queste conoscenze pratiche vengono conservate e tramandate nelle comunità rurali, in cui hanno radici profonde, e tra i professionisti del settore edile".

"Le strutture con muri a secco vengono usate come rifugi, per l’agricoltura o l’allevamento di bestiame, e testimoniano i metodi usati, dalla preistoria ai nostri giorni, per organizzare la vita e gli spazi lavorativi ottimizzando le risorse locali umane e naturali. Queste costruzioni dimostrano l’armoniosa relazione tra gli uomini e la natura e allo stesso tempo rivestono un ruolo vitale per prevenire le frane, le inondazioni e le valanghe, ma anche per combattere l’erosione del suolo e la desertificazione".

In avvio dell'attuale Programma di Sviluppo rurale, il Piemonte aveva avuto tra le osservazioni mosse dalla DgAgri, la numero 5 che recita: "Sembra poi opportuno estendere la serie degli investimenti non produttivi attualmente previsti nel quadro della sottomisura 4.4 fino a comprendere il ripristino dei tradizionali muretti a secco e dei terrazzamenti, nonché nuovi investimenti volti a proteggere il suolo agricolo dai rischi di erosione e a prevenire le frane". Le risorse, nella prima stesura del Programma di Sviluppo rurale 14-20 non erano state allocate nonostante le tantissime sollecitazioni da parte di Uncem.

Numerosi Sindaci negli ultimi mesi hanno chiesto a Uncem di promuovere insieme alla Regione una iniziativa di supporto e finanziamento regionale con fondi del Programma di Sviluppo rurale per il ripristino e la manutenzione dei muretti a secco e dei terrazzamenti.

"È particolarmente rilevante - conclude Riba - adeguare il Programma per consentire, con almeno 300mila euro, il finanziamento della manutenzione dei muretti a secco e dei terrazzamenti nei territori collinari e montani. Sarebbe un positivo segnale all'indomani dell'ennesima alluvione che ha colpito il Piemonte".

comunicato stampa

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