Giuseppe Conte a Torino ha parlato anche di campo largo ed elezioni amministrative del 2027, ma la sua visita era legata soprattutto all'incontro per il "No" al Referendum sulla Giustizia. Il leader del M5S ha replicato a distanza a Giorgia Meloni. La premier ieri aveva detto: "Se vince il No ci ritroveremo immigrati illegali, stupratori, pedofili, spacciatori rimessi in libertà. Antagonisti che devastano le vostre stazioni senza alcuna conseguenza. Figli che vengono strappati alle madri perché i giudici non condividono il loro stile di vita e vivono in un bosco".
"Uno dei punti più bassi della politica"
"Uno dei punti più bassi della sua vita politica" l'ha definito l'ex presidente del Consiglio. "Far credere queste cose se vince il No significa raccontare frottole al paese. Nessuno può credere veramente a queste parole".
A fianco di Conte, sul palco dell'auditorium del Museo dell'Auto di Torino, c'erano l'ex giudice e presidente della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelsky e il professore ordinario di diritto costituzionale dell'Università di Torino e presidente del comitato "Giusto dire No" Enrico Grosso.
Zagrebelsky show sul CSM
A fare lo show è stato il professore emerito Zagrebelsky, che ha usato l'ironia per spiegare la sua posizione: "Ti piace tanto il Consiglio Superiore della Magistratura? I promotori della riforma hanno detto: te ne diamo due. E poi perché Alta Corte, ce n'è una bassa?".
Il giurista ha paragonato la riforma alle diverse classi sui treni, giocando sul termine "Executive" che indica sia i vagoni più costosi, destinati ai clienti più ricchi, sia l'Esecutivo inteso come Governo. "Viviamo in un'epoca Executive - ha detto - E quando alle Ferrovie dello Stato hanno pensato di intitolare questi vagoni lusso non hanno pensato alle carrozze 'legislative'. Perché nelle carrozze Executive ci sono quelli che si fanno i loro affari, nelle altre carrozze c'è il popolo comune. Coloro che votano sì per il referendum sono quelli che vogliono avere le mani libere per attuare le loro attività, per perseguire i loro interessi in prima classe".
Grosso: "Questa riforma non risolve alcun problema"
Il professor Grosso ha invece risposto a chi afferma che la riforma servirebbe a rendere più veloci i processi e garantire più giustizia: "Questa non è una riforma, come è stato detto, volta a migliorare l'efficienza delle funzioni giurisdizionali. Qui non c'è un euro di investimento e non migliori la giustizia senza mettere un euro. Quindi questa è una riforma per realizzare un disegno politico, per ridisegnare l'equilibrio tra politica e magistratura. Il correntismo è decisamente da debellare, ma questa riforma non fa assolutamente niente per questo problema ".
Conte ha poi concluso con una previsione: "Se dovesse prevalere il Sì sono convinto che verrebbe ritirato fuori dal cassetto il progetto del premierato. Mantovano lo ha detto chiaramente ieri: questo non è il passaggio definitivo ma un pilastro di un progetto più ampio per togliere la direzione della polizia giudiziaria ai pubblici ministeri. L'hanno già anticipato col progetto Alfano, è un cavallo di battaglia di Berlusconi".
















