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Economia e lavoro | 12 dicembre 2019, 10:40

Il Green Deal europeo illustra le strategie per fare dell'Europa il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050

Il Green Deal europeo illustra le strategie per fare dell'Europa il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050

Il Green Deal europeo illustra le strategie per fare dell'Europa il primo continente al mondo a impatto climatico zero entro il 2050

La Commissione europea ha presentato oggi il Green Deal europeo– una tabella di marcia per rendere sostenibile l'economia dell'UE, trasformando i problemi ambientali e climatici in opportunità in tutti gli ambiti e rendendo la transizione giusta e inclusiva per tutti.

La Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: "Il Green Deal europeo è la nostra nuova strategia per la crescita – una crescita che restituisce più di quanto prende. Mostra come trasformare il nostro modo di vivere e lavorare, di produrre e consumare, per rendere più sano il nostro stile di vita e più innovative le nostre imprese. Tutti noi possiamo partecipare alla transizione e beneficiare delle opportunità che offre. Muovendoci per primi e rapidamente aiuteremo la nostra economia ad assumere la leadership a livello mondiale. Siamo determinati a fare sì che questa strategia abbia successo per il bene del pianeta e delle sue forme di vita – per il patrimonio naturale europeo, la biodiversità, le nostre foreste e i nostri mari. Mostrando al resto del mondo la nostra capacità di essere sostenibili e competitivi, possiamo convincere altri paesi a muoversi con noi."

 Il Vicepresidente esecutivo Frans Timmermans ha aggiunto: "Stiamo vivendo un'emergenza climatica e ambientale. Il Green Deal europeo costituisce un'opportunità per migliorare la salute e il benessere dei nostri concittadini, trasformando il nostro modello economico. Il piano illustra come ridurre le emissioni, ripristinare la salute del nostro ambiente naturale, proteggere la fauna selvatica, creare nuove opportunità economiche e migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. Tutti noi abbiamo un ruolo importante da svolgere e ogni settore industriale e paese saranno interessati da questa trasformazione. Inoltre, è nostra responsabilità fare sì che la transizione sia un processo giusto e che nessuno resti escluso dalla realizzazione del Green Deal".

 Il Green Deal europeo prevede una tabella di marcia con azioni per stimolare l'uso efficiente delle risorse, grazie al passaggio a un'economia circolare e pulita, arrestare i cambiamenti climatici, mettere fine alla perdita di biodiversità e ridurre l'inquinamento. Esso illustra gli investimenti necessari e gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione giusta e inclusiva.

 Il Green Deal europeo riguarda tutti i settori dell'economia, in particolare i trasporti, l'energia, l'agricoltura, l'edilizia e settori industriali quali l'acciaio, il cemento, le TIC, i prodotti tessili e le sostanze chimiche.

Per tradurre in atti legislativi l'ambizione ad essere il primo continente al mondo a emissioni zero entro il 2050, la Commissione presenterà entro 100 giorni la prima "legge europea sul clima". Per realizzare le ambizioni dell'Unione in materia di clima e ambiente, la Commissione presenterà inoltre la strategia sulla biodiversità per il 2030, la nuova strategia industriale e il piano d'azione sull'economia circolare, la strategia "Dal produttore al consumatore" per una politica alimentare sostenibile e proposte per un'Europa senza inquinamento. Ci metteremo quindi subito al lavoro per rendere più ambiziosi gli obiettivi di emissione dell'Europa per il 2030 e fissare un percorso realistico per conseguire gli obiettivi per il 2050.

Per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo saranno necessari investimenti notevoli. Per conseguire gli obiettivi in materia di clima ed energia attualmente previsti per il 2030 si stima che occorreranno investimenti supplementari annui dell'ammontare di 260 miliardi di €, pari a circa l'1,5 % del PIL del 2018, per i quali sarà necessaria la mobilitazione dei settori pubblico e privato. All'inizio del 2020 la Commissione presenterà un piano di investimenti per un'Europa sostenibile per contribuire a soddisfare le esigenze di investimento. Almeno il 25 % del bilancio a lungo termine dell'UE dovrebbe essere destinato all'azione per il clima e la Banca europea per gli investimenti, la banca europea per il clima, fornirà ulteriore sostegno. Per fare sì che il settore privato contribuisca al finanziamento della transizione ecologica, nel 2020 la Commissione presenterà una strategia di finanziamento verde.

Lottare contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale è un impegno comune, ma non tutte le regioni e gli Stati membri si trovano allo stesso livello. Un meccanismo per una transizione giusta sarà utilizzato per sostenere le regioni che dipendono fortemente da attività ad alta intensità di carbonio, aiutando i cittadini più vulnerabili alla transizione, garantendo l'accesso a programmi di riqualificazione e a opportunità lavorative in nuovi settori economici.

Nel marzo 2020 la Commissione lancerà un "patto per il clima" per dare ai cittadini voce in capitolo e un ruolo nella formulazione di nuove azioni, nella condivisione delle informazioni e nell'illustrazione di soluzioni di base che gli altri possano seguire.

Poiché la lotta contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale ha dimensioni globali, anche la risposta deve essere globale. L'UE continuerà a promuovere i suoi obiettivi e le sue norme ambientali nell'ambito delle convenzioni dell'ONU sulla biodiversità e il clima e a rafforzare la sua diplomazia "verde". Il G7, il G20, le convenzioni internazionali e le relazioni bilaterali saranno utilizzati per persuadere altri soggetti ad intensificare i loro sforzi. L'UE utilizzerà inoltre la politica commerciale per garantire la sostenibilità e costituirà partenariati con i paesi vicini dei Balcani e dell'Africa per aiutarli nelle rispettive transizioni.

Prossime tappe

La Commissione invita il Parlamento europeo e il Consiglio europeo ad approvare le ambizioni della Commissione per l'economia e l'ambiente futuri dell'Europa e a contribuire alla realizzazione di questi obiettivi. La Commissione presenterà le misure annunciate nella tabella di marcia del Green Deal.

Contesto

I cambiamenti climatici e il degrado ambientale rappresentano una minaccia enorme per l'Europa e il mondo. Per superare questa sfida l'Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l'Unione in un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, senza emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050 e in cui la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse e nessuna persona o luogo siano lasciati indietro.

L'Unione europea può già vantare solidi risultati nella riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, mantenendo al contempo la crescita economica. Nel 2018 le emissioni sono risultate del 23 % inferiori rispetto al 1990, mentre nello stesso periodo il PIL dell'Unione è cresciuto del 61 %. Tuttavia, occorre fare di più. Data la sua vasta esperienza, l'UE è all'avanguardia nella creazione di un'economia verde e inclusiva.

La comunicazione sul Green Deal definisce la via da seguire nei mesi e negli anni a venire. L'operato futuro della Commissione sarà guidato dall'invito ad agire espresso dall'opinione pubblica e da inconfutabili prove scientifiche, come dimostrato in modo esauriente dall'IPCC, dall'IPBES, dal Rapporto sulle prospettive in materia di risorse a livello mondiale e dal rapporto SOER dell'AEA del 2019. Le sue proposte saranno basate su prove e sostenute da ampie consultazioni.

Una grandissima maggioranza di europei ritiene che la protezione dell'ambiente sia importante (95 %). E quasi 8 europei su 10 (77 %) affermano che la protezione dell'ambiente può stimolare la crescita economica. I risultati del sondaggio Eurobarometro sulla posizione dei cittadini dell'UE in materia ambientale confermano l'ampio sostegno pubblico a una legislazione ambientale a livello dell'UE e al finanziamento da parte dell'UE di attività ecocompatibili.


Redazione

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