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Politica | 16 gennaio 2026, 14:52

Barattolo, il mercato di via Carcano accende lo scontro politico: inclusione sociale contro legalità

Il 'suk' ha unito Movimento 5 Stelle, PD e Sinistra Ecologista contro le decisione della Regione

Immagine d'archivio

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Movimento 5 Stelle e centrosinistra si uniscono a difesa del Barattolo. Intorno al mercato del libero scambio è in corso una battaglia politica e valoriale tra sinistra e destra e tra Comune e Regione. Da una parte si parla di fragilità sociali ed economia circolare, dall'altra di legalità.

Scontro tra Città e Regione

La Regione ha recentemente cambiato le regole per lo svolgimento del "Suk" di via Carcano, mettendo dei paletti che secondo i contrari stravolgerebbero lo spirito del mercatino e sarebbero irrealizzabili. Per la Regione, invece, la decisione è stata presa per contrastare le pratiche di vendita irregolare presenti all'interno del mercato.

La battaglia sta nella definizione dell'attività commerciale: per la Città il Barattolo è un mercato di libero scambio mentre per la Regione è un mercato hobbistico. Dal Grattacielo inizialmente la decisione era stata di limitare a 12 le giornate di svolgimento del mercato, mentre fino ad oggi veniva svolto circa 90 giorni l'anno, ma dopo una convenzione con il Comune di Torino si è passati a 40.

La mozione del M5S

A far discutere sono però le condizioni secondarie imposte dalla Giunta Cirio: il controllo dei venditori da parte dei Servizi Sociali della Città e la verifica della merce in vendita. Dopo la raccolta firme in difesa del mercato, ad agire in Consiglio Comunale è Valentina Sganga del Movimento 5 Stelle, che ha presentato una proposta di mozione che chiede al Comune di continuare a contrattare con la Regione per fare marcia indietro alle nuove regole.

"Il Barattolo non è un mercato tradizionale ma un luogo di riuso, di economia circolare, di scambio popolare - ha spiegato Sganga in commissione commercio - è diventato una risposta concreti ai bisogni reali di persone con pochi mezzi che vendono oggetti usati. La scelta del centrodestra non nasce da una valutazione sociale ma da un approccio ideologico".

Come spiegato dall'assessora Chiara Foglietta, "la Regione Piemonte continua a considerarlo un mercato periodico tematico, mentre per noi è un mercato di libero scambio. Dobbiamo continuare a chiedere alla Regione di dividere i due tipi di mercati, che hanno finalità molto diverse".

Sinistra ecologista e Pd

Hanno sostenuto la mozione anche Sinistra Ecologista e il PD, che attaccano il centrodestra e la Giunta Cirio. "La cosa migliore era che si permettesse alla Città di continuare a gestire il suk come meglio crede - ha commentato la capogruppo di Sinistra Ecologista Sara Diena - Quello che da Cirio viene raccontata come concordia istituzionale, è prevaricazione della Regione nei confronti del Comune".

"Questa è la prova che l'assessore Marrone sta sfruttando la sua posizione in Regione per preparare la sua candidatura come sindaco di Torino", ha aggiunto la consigliera PD Ludovica Cioria.

La replica di Liardo e di FdI

"Non sono questioni ideologiche, ma di legalità - ha ribattuto il capogruppo di Fratelli d'Italia Enzo Liardo - La merce in determinati banchi parrebbe rubata in stock, come accertato da alcuni controlli, se la merce è tracciata non ci sono problemi. Alcune parti politiche difendono l'illegalità".

Francesco Capuano

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