"I numeri dicono che le aziende torinesi sono diminuite, ma pesano le cancellazioni d'ufficio, altrimenti il dato sarebbe lievemente positivo. E migliora la capacità di sopravvivenza a 3 anni". Così Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio di Torino commenta i dati sulla natimortalità delle imprese torinesi nel corso del 2017.
I numeri dicono che il tasso di crescita sarebbe dello 0,11%, ma con le cancellazioni d'ufficio (1149 in tutto) il saldo complessivo è di -848 unità. Cancellazioni d'ufficio che comunque sono in riduzione rispetto al 2016, quando erano state quasi 2000. Resta il fatto che la maggioranza è rappresentata da imprese individuali (53,4%).
"Come Camera di commercio cerchiamo di sostenere gli imprenditori a crescere, a cominciare dagli strumenti del digitale che vanno a modificare gli standard del passato. E poi, con l'alternanza scuola lavoro, stiamo cercando di avvicinare i giovani al mondo delle imprese", aggiunge Ilotte.
E se sono i servizi alle imprese il settore emergente (ormai sono il 25% del totale), mentre il commercio soffre così come le imprese giovanili, il turismo e i servizi alla persona dimostrano vivacità. Calano costruzioni e industria. Ma è soprattutto il tasso di sopravvivenza che lascia intravedere un certo consolidamento del tessuto imprenditoriale, dopo i lunghi anni della crisi: seppure in un andamento molto eterogeneo per zone e per ambiti, a distanza di un anno sono ancora operative l'88% delle aziende e a tre anni sono al loro posto il 68% (erano il 66,8% nel 2016).
Si conferma anche l'incidenza dell'imprenditoria straniera (+3,8% fino a raggiungere l'11,3% del totale) e di quella femminile, che si tiene ai livelli del passato con un +0,31%.
Come aree, la zona metropolitana a Sud è quella che ha dato i segnali più importanti (+0,30% dopo un dato negativo nel 2016) e anche Torino città resiste bene. In difficoltà l'area a Ovest di Torino (-0,65%), in particolare Rivoli con un -1,4%.













