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Economia e lavoro | 07 febbraio 2020, 08:41

Meglio fare trading online con la propria banca o con un broker?

Il 47% degli italiani investe i propri risparmi in borsa

Meglio fare trading online con la propria banca o con un broker?

Il 47% degli italiani investe i propri risparmi in borsa. Sono questi i risultati di una recente ricerca di BlackRock. Di questi, la maggior parte utilizza la propria banca per portare a termine gli investimenti. Molte banche infatti offrono dei servizi d’investimento veri e propri accanto ai servizi bancari tradizionali, come l’offerta del conto corrente o dei sistemi di pagamento.

È questo il caso ad esempio di Fineco, il quale offre una serie di servizi finanziari. Primo tra tutti offre ai clienti un conto di trading, in cui la banca agisce da broker per permettere l’accesso ai mercati di borsa. Con la sua rete di consulenti e promotori finanziari, Fineco offre inoltre un servizio di consulenza e di offerta di servizi finanziari.

Molti italiani prediligono questa soluzione unica, in cui racchiudono presso un’unica banca sia i servizi bancari che quelli di investimento. Se questa pratica è sicuramente comoda, quanto è invece conveniente per l’investitore?

Se andiamo ad analizzare il lato dei costi, fare trading con Fineco è senz’altro caro. Per ogni singola operazione la banca addebita 19 euro ad eseguito. Soltanto aumentando il numero mensile di eseguiti si può passare ad una fascia commissionale più economica. Il peso delle commissioni potrebbe dunque avere un impatto negativo sui rendimenti di quei piccoli investitori, ossia coloro che investono cifre modeste e i cui costi potrebbero erodere la loro profittabilità in borsa.

Per quanto riguarda i servizi di consulenza e di offerta di strumenti finanziari, solitamente i dipendenti delle banche ricevono una remunerazione maggiore quando collocano al cliente determinati prodotti. Questo fa sorgere il lecito dubbio se il promotore abbia più a cuore quello di collocare prodotti con rendimenti potenziali maggiori, oppure prodotti che gli garantiscano una fee a lui più cospicua.

Quale potrebbe essere un’alternativa ad investire tramite la propria banca? Negli ultimi anni si è sviluppata la figura del broker online. Si tratta di un intermediario il quale offre un conto di trading, solitamente con costi drasticamente più bassi.

La maggior parte dei broker online non offre servizi di consulenza: è il trader a investire i propri risparmi in autonomia. Pertanto, sarebbe raccomandabile utilizzare un broker online solo se si possiedono le giuste competenze. In alternativa, si può pensare di avvalersi di un consulente finanziario indipendente, il quale ci darà assistenza nel processo decisionale.

Solitamente il conto di trading di un broker è da considerarsi come l’estensione di un conto corrente, attraverso cui effettuare gli investimenti e gestire il proprio portafoglio. Il broker permette di investire in azioni, ETF, fondi, obbligazioni. Sia con un orizzonte temporale di breve che di lungo periodo. Se in passato occorreva alzare la cornetta telefonica e dare disposizioni ad un dipendente della banca per poter comprare o vendere in borsa, oggi avviene tutto per via telematica. Con l’avanzare della tecnologia adesso si può fare trading addirittura tramite un semplice smartphone. Basterà avere una semplice connessione ad internet e si potranno fare operazioni di trading e gestire il proprio portafoglio.

In conclusione, investire tramite la propria banca può essere ancora una buona idea se il proprio patrimonio è ingente, non si dispone delle giuste competenze o non si ha il tempo materiale per poter gestire in prima persona i propri risparmi. Al contrario, i piccoli investitori e i traders esperti troveranno conveniente l’utilizzo di un broker online di ultima generazione.

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