"I preti sono chiamati a un ministero simile a quello di medici, infermieri, psicologi. A loro la gente si rivolge con fiducia e con speranza, in cerca di aiuto o anche soltanto di una parola di sostegno, di accompagnamento". Lo ha sottolineato l'arcivescovo di Torino, Mons. Cesare Nosiglia, che ha scritto a tutti i sacerdoti della diocesi una lettera di ringraziamento che "non è una delle solite lettere pastorali o omelie".
"In questo tempo difficile e certamente molto doloroso per voi e i vostri fedeli - scrive Nosiglia - vorrei essere con voi vescovo, padre e amico. Siamo pastori. Gesù ci ricorda che il buon pastore di fronte al lupo non ha paura e non fugge come un mercenario ma difende il suo gregge".
"Soffriamo tutti per la mobilità ridotta, i contatti personali inesistenti. È vero. Ma la vita della Chiesa è una storia delle ricchezze che proprio le difficoltà hanno stimolato e fatto crescere".















